GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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Discernimento a più voci

10 Lug 2018

Martedì 29 maggio io e gli altri membri della comunità del noviziato abbiamo vissuto una giornata di silenzio, preghiera e condivisione.

La giornata è iniziata alle 8 con le Lodi. Alle 9:15 abbiamo ricevuto le indicazioni su come vivere la prima parte dell’esperienza: un’ora di preghiera individuale, condivisione in gruppi, infine condivisione di tutta la comunità riunita. Ci siamo divisi in tre gruppi, primo e secondo anno e formatori. Il senso era cogliere le consolazioni e le desolazioni, i momenti fecondi e quelli sterili, le gioie e le difficoltà che la comunità ha vissuto durante l’anno formativo. Come Mosè vedeva il Signore di spalle dopo il suo passaggio, così abbiamo riletto l’anno per comprendere dove e quando Dio ha regalato qualcosa di sé stesso.

Prima separati, poi ritrovati. Ciò ha permesso di notare punti convergenti, e individuare elementi importanti che un gruppo aveva sottolineato e l’altro no. È stato arricchente.

Dopo il pranzo stesso metodo: preghiera individuale, condivisione divisi in gruppi, condivisione della comunità riunita. Ma è cambiato l’obiettivo. Non abbiamo riletto di nuovo l’anno, bensì alla luce di quanto emerso nella revisione della mattina abbiamo cercato cosa raccomandare. Anche qui abbiamo trovato punti convergenti e altri meno. Ciascuno ha dato il proprio contributo, consapevole di essere alla ricerca del bene comune e condiviso.

È stata per me una novità. Pregare e condividere non semplicemente per il mio percorso, ma con lo sguardo attento ai vissuti della comunità e in ascolto di quanto il Signore volesse dirmi per il meglio della comunità.

C’è ancora un terzo passaggio: affidare tutto alla preghiera del superiore perché il Signore ci mostri la via comunitaria da percorrere. Questo discernimento non vuole arrivare a decisioni concrete sommando i contribuiti dei singoli novizi o formatori. L’esercizio mira a individuare, con l’aiuto del Signore, le raccomandazioni profondamente comunitarie e condivise che possano indicare su quali passi già fatti insistere o quali nuovi passi compiere. Il superiore allora ha raccolto e annotato le consolazioni e desolazioni emerse, le raccomandazioni proposte, ed ora le porta davanti al Signore con questa intenzione.

L’esercizio mostra i passaggi del modo di procedere ignaziano: preghiera, condivisione, proposte dei singoli; fiducia nel superiore, che accoglie, a sua volta prega e riflette, e infine decide.

Abbiamo concluso la giornata con l’Eucaristia. Lì Gesù ascolta e raccoglie nel suo abbraccio le fragilità e le risorse, le miserie e le forze di tutta la comunità.

Canti di Natale in Noviziato

24 Dic 2020

Il Natale è associato a tradizioni e canti che evocano ricordi dei nostri paesi d’origine. Ognuno di noi ha scelto un canto, che considera di particolare importanza. E così abbiamo realizzato una playlist di brani natalizi, che desideriamo condividere con tutti.

Di seguito una breve presentazione del brano scelto:

P. Agostino: “Din Don Dan”.
Tra gioia e nostalgia, un canto per tutta la famiglia.

P. Iosif: “Astăzi s-a născut Cristos” (Oggi è nato Cristo).
In origine era una canzone natalizia popolare rumena, abbastanza antica. Nel video è una elaborazione postmoderna, fatta da un compositore amico mio di Cluj, Cristian Bence-Muk. Mi piace come è riuscito a rivitalizzare qualcosa di molto tradizionale. Il ritornello fa: Lăudați și cântați și vă bucurați! (Lodate e cantate e gioite!) E così sia!

Davide: “I re magi”.
Un allegretto festoso dall’oratorio per bambini, intitolato Il Natale degli innocenti. È composto da Nino Rota, particolarmente noto per le colonne sonore di film di Luchino Visconti e di Federico Fellini. Ma è anche fecondo autore di musica sacra. Il brano riprende alla lettera il vangelo di Matteo, la scena dei Magi che arrivano a Gerusalemme.

Raul: “Florile dalbe” (Fiori bianchi).
Canto tradizionale rumeno molto conosciuto, che i giovani usano cantare durante le feste di Natale, andando nelle case dei parenti e conoscenti, per annunciare la festa che sta per arrivare, la nascita del Messia.

Pasquale: “Venite pastorelli alla capanna”.
Scelgo questo canto perché ricorda, col suono delle zampogne, le tradizioni del sud Italia, per un periodo che è sempre nostalgico. La nostalgia che reca con sé l’attesa di Gesù.

Christian: “Natale a Pavana”.
È una delle ultime canzoni di Francesco Guccini, scritta e cantata nel dialetto della sua infanzia. Mi piace il senso della memoria e la musica insieme dolce e piena di nostalgia.

Péter: “Danze popolari rumene”.
Béla Bartòk è capace, con gli strumenti della musica classica, di presentarvi un pezzo della cruda musica popolare rumena e ungherese. Così facendo del Natale un’esperienza vivace, simile alla sera nella quale i pastori vanno a vedere Gesù, Maria e Giuseppe.

Daniel N.: “Barn Jesus i en krybbe lå” (Bambin Gesù giaceva in una mangiatoia).
È un canto tradizionale danese che mi piace molto. Il testo è di Hans Christian Andersen e la musica di Niels W. Gade, che l’ha composto nel 1859.

Guglielmo: “Angelus ad pastores ait” (L’angelo disse ai pastori).
È un canto originale: che risale all’origine. L’esecuzione ad otto voci, in armonia tra loro, mi rimanda alle nostre diversità, unite in un solo canto, davanti alla tenerezza di un bimbo indifeso, che nasce per amore.

Dániel T.: “Boldogságos Szűz” (Beata Vergine).
In questo brano si incontrano due mondi diversi, due tradizioni diverse: Una ninna-nanna folkloristica ungherese per Gesù bambino e un canto del XIII secolo su un miracolo di Maria.
Mi piacciono gli incontri di questo tipo, dove la diversità non ci separa, ma ci arricchisce. Per me il Natale significa qualcosa di simile: contemplare l’incarnazione di Dio e donarmi agli altri come sono.

Gellért: “Betlehem kis falucskában” (Nel piccolo villaggio di Betlemme). Due voci bastano per il grande annuncio: “il Dio-Figlio si è fatto uomo”. Un canto tradizionale ungherese, presentato da due musicisti del mio paese.

Attraverso questa playlist potete sentirvi un po’ più uniti a noi. Auguriamo a tutti un buon Natale.

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