GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
iten
facebookTwitterGoogle+
http://www.draservices.it/puzzle.html

http://www.draservices.it/puzzle.html

http://www.draservices.it/puzzle.html

Info

Discernimento a più voci

10 Lug 2018

Martedì 29 maggio io e gli altri membri della comunità del noviziato abbiamo vissuto una giornata di silenzio, preghiera e condivisione.

La giornata è iniziata alle 8 con le Lodi. Alle 9:15 abbiamo ricevuto le indicazioni su come vivere la prima parte dell’esperienza: un’ora di preghiera individuale, condivisione in gruppi, infine condivisione di tutta la comunità riunita. Ci siamo divisi in tre gruppi, primo e secondo anno e formatori. Il senso era cogliere le consolazioni e le desolazioni, i momenti fecondi e quelli sterili, le gioie e le difficoltà che la comunità ha vissuto durante l’anno formativo. Come Mosè vedeva il Signore di spalle dopo il suo passaggio, così abbiamo riletto l’anno per comprendere dove e quando Dio ha regalato qualcosa di sé stesso.

Prima separati, poi ritrovati. Ciò ha permesso di notare punti convergenti, e individuare elementi importanti che un gruppo aveva sottolineato e l’altro no. È stato arricchente.

Dopo il pranzo stesso metodo: preghiera individuale, condivisione divisi in gruppi, condivisione della comunità riunita. Ma è cambiato l’obiettivo. Non abbiamo riletto di nuovo l’anno, bensì alla luce di quanto emerso nella revisione della mattina abbiamo cercato cosa raccomandare. Anche qui abbiamo trovato punti convergenti e altri meno. Ciascuno ha dato il proprio contributo, consapevole di essere alla ricerca del bene comune e condiviso.

È stata per me una novità. Pregare e condividere non semplicemente per il mio percorso, ma con lo sguardo attento ai vissuti della comunità e in ascolto di quanto il Signore volesse dirmi per il meglio della comunità.

C’è ancora un terzo passaggio: affidare tutto alla preghiera del superiore perché il Signore ci mostri la via comunitaria da percorrere. Questo discernimento non vuole arrivare a decisioni concrete sommando i contribuiti dei singoli novizi o formatori. L’esercizio mira a individuare, con l’aiuto del Signore, le raccomandazioni profondamente comunitarie e condivise che possano indicare su quali passi già fatti insistere o quali nuovi passi compiere. Il superiore allora ha raccolto e annotato le consolazioni e desolazioni emerse, le raccomandazioni proposte, ed ora le porta davanti al Signore con questa intenzione.

L’esercizio mostra i passaggi del modo di procedere ignaziano: preghiera, condivisione, proposte dei singoli; fiducia nel superiore, che accoglie, a sua volta prega e riflette, e infine decide.

Abbiamo concluso la giornata con l’Eucaristia. Lì Gesù ascolta e raccoglie nel suo abbraccio le fragilità e le risorse, le miserie e le forze di tutta la comunità.

L’esame di coscienza – cosa aspetti a farlo?

di Giacomo Mottola

L’esame della giornata è una delle preghiere caratteristiche dei Gesuiti anzi potremmo dire che essa costituisce per noi quello che è il coro per i monaci. Non è soltanto una preghiera vocale e i suoi effetti durano a lungo. Col tempo l’esame della giornata diventa un vero e proprio stile di vita, uno stile di vita ignaziano.

Certamente non fu Sant’Ignazio ad inventare questo esercizio di preghiera che era presente nella chiesa fin dai primi secoli. No, è un po’ come la storia dell’America: l’ha scoperta Colombo ma non avendo ancora capito l’importanza di quello che aveva scoperto, per sua buona pace, fu Amerigo Vespucci a dargli il nome. Così Ignazio prendendo spunto da esperienze precedenti ha composto il suo esame. Grazie poi alla diffusione dei Gesuiti in tutto il mondo è diventato il modello di esame di “coscienza” per antonomasia. Metto coscienza tra virgolette perché quello di Ignazio, come vedremo, non è solo uno di quegli esami che servono per confessarsi ma molto di più.

Ma a cosa serve?

É difficile fare un elenco dei “benefici” di questa orazione per il semplice fatto che essendo qualcosa di spirituale i suoi effetti vanno anche al di là di quello che possiamo conoscere e comprovare ma, limitandomi a quelli che sono più immediatamente percepibili, proverò ad illustrarne qualcuno che fino ad ora ho potuto sperimentare.

Innanzitutto l’esame inizia col passare in rassegna i motivi per cui ringraziare Dio nella giornata (o mezza giornata se lo si fa 2 volte al giorno). Non solo ringraziarlo per quello che di bello è successo ma possiamo brevemente estendere il ringraziamento fino a ringraziare per la creazione, per i suoi colori, per la vita… ogni giorno è possibile trovare qualcosa di nuovo! Possiamo ringraziare per la salvezza che ha operato Gesù e per quei momenti della giornata in cui abbiamo riconosciuto la presenza di Dio… Così con gli occhi pieni della resurrezione impariamo a vivere la vita in gratitudine. Questo nei giorni tristi è come un giro sulle giostre e in un attimo ritorna il sole. Vivere da persone grate è il primo effetto a lungo termine dell’esame. Poi si prosegue con la richiesta dello Spirito Santo per poter guardare la propria vita con gli occhi di Dio, che sono gli occhi della misericordia. Guardare la propria vita come la vede Dio è l’unico modo di guardare correttamente a se stessi comprendendosi come figli amati. Questo è un altro effetto a lungo termine dell’esame. Il terzo punto è esaminare la propria giornata e dirsi: bene, davanti a tutto questo amore io come ho risposto?

Ecco che le colpe e il peccato non sono centrate sulla nostra condotta ma sulla rottura della relazione con colui che ci ama. Decentrarci, mettere al centro Gesù è uno degli effetti più liberanti di questo esercizio. Ecco che giunge il momento di prendere le distanze dal male e dal peccato proponendoci non solo di non ricommetterlo nell’avvenire ma anche cercando di trovare un modo per prevenire le future cadute. Ecco questo è un po’ come tenere alta la guardia sapendo che la vita è una lotta contro il potere delle tenebre. L’esame ci aiuta ad avere una strategia per vincere. Infine possiamo dire il nostro amore a Dio, chiedendo perdono al Padre per le eventuali mancanze e ristabilire la nostra alleanza con Lui nel nome di Gesù. Ecco l’esame ci rimette in piedi e ci rimette tra le braccia del Padre per il prossimo pezzo di strada, ma non è finita! Col tempo, infatti, esame dopo esame, si sviluppa una vigilanza costante sulle proprie azioni e sulla relazione con Dio che ci porta a vivere sempre più intensamente uniti a Dio e a vigilare nell’attesa del ritorno di Cristo.

Cosa aspetti a farlo?

 

Per saperne di più: https://getupandwalk.gesuiti.it/lesame-di-coscienza/

Commenti

Lascia un commento
Chiudi notifica

Gesuitinetwork - Normativa Cookies

I cookies servono a migliorare i servizi che offriamo e a ottimizzare l'esperienza dell'utente. Proseguendo la navigazione senza modificare le impostazioni del browser, accetti di ricevere tutti i cookies del nostro sito. Qui trovi maggiori informazioni