GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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Tutto Nuovo

di Nello Brunelli

Molti anni fa fui colpito dal titolo di un libro: “Niente di nuovo sul fronte occidentale”. Un titolo così bello da definire un libro prima ancora di averlo letto. E’ il racconto di una dimensione statica e angosciante in uno scenario di guerra terribile, la prima guerra mondiale. Nel libro alcune dimensioni profonde dell’umano sembrano rimanere sempre le stesse, nel loro veloce vorticare attorno alla tragica esperienza della guerra: “niente di nuovo”.

Questa è la premessa per descrivervi per opposizione quello che sta succedendo al Noviziato. Ancora una volta, per l’ennesima volta, tutto è cambiato.

Così è stato per la partenza e il ritorno dagli esperimenti ignaziani, durante il primo anno, la comunità poi è cambiata. Così è stato durante le esperienze estive, ritrovati a Genova, la comunità è cambiata.  Così è stato lungo il tempo ordinario, straordinario e con le sue fatiche, la comunità è cambiata.

E ora? Dopo i Voti dei novizi del secondo anno, la preparazione della loro festa, l’arrivo delle loro famiglie, la cerimonia, la comunità è cambiata.

Ma in che senso è cambiata? Non sono stati cambiamenti nel nostro modo di procedere o nelle regole della casa. Non sono nemmeno le emozioni che ci hanno talvolta provato nel distacco da un compagno che partiva per Roma o nell’accogliere una persona ancora da conoscere. Non mi riferisco a tutto questo, mi riferisco al mistero della comunità. La comunità è un mistero come l’essere umano, come un corpo formato da tanti corpi. Non importa quanto siamo indipendenti o ribelli, come ci vediamo allo specchio e la profondità dei nostri desideri più autentici. E’ attraverso questo prisma cangiante che facciamo esperienza della nostra vita. Sono persone e mani e volti che insieme ne fanno uno. Il risultato non è sempre romanticamente bello, anzi spesso non lo è. E’ carne e sudore, fatica e bellezza, come un trasloco, quando è finito. La similitudine mi è uscita così, scusate.

In questo momento così bello per noi lasciatemi dire che non avevo mai fatto prima un’esperienza così straordinaria e ricca, faticosa perchè mi spinge fuori di me. Mi ha fatto bene. Lo auguro a tutti, perché tutti gli esseri umani avrebbero il diritto di vivere un’esperienza così, nelle forme possibili del loro esistere.

https://www.youtube.com/watch?v=TWcyIpul8OE

Ri-creare

di Nicholas Cassar

Uno dei punti cardinali della nostra formazione di novizi è quello di diventare «uomini di comunità». Una metamorfosi – o, la fioritura di ciò che era latente – che avviene attraverso la grazia, la preghiera, l’impegno, l’apprendimento, la riflessione. E, ovviamente, eventi concreti e ritmi della vita quotidiana.

Uno di questi tasselli concreti è la «ricreazione»: un appuntamento quotidiano dopo cena in cui, prima di concludere una giornata di lezioni, lavori di casa, apostolati/servizio in parrocchia, studio, ci raggruppiamo per rilassarci insieme. Chiacchieriamo, giochiamo a giochi da tavolo, discutiamo, scambiamo battute, guardiamo un film … Alcuni giorni particolarmente stancanti, quando la voce del proprio letto appella pressantemente, la ricreazione può sembrare più qualcosa da sopportare che un’occasione per rilassarsi! Ma vale davvero la pena impegnarsi a mettere la comunità al primo posto ed a valorizzare questi brevi ma preziosi incontri quotidiani con i fratelli.

Di tanto in tanto, ci vengono nuove idee per ri-creare la ricreazione, con grande tribolazione del Maestro … E così è stato che, trovandoci solo in tre una sera (essendo tutti gli altri fuori per servizio apostolico, mentre quelli del primo anno stavano ancora facendo il loro mese di Esercizi Spirituali), e sentendoci in vena di musica oltre il repertorio limitato di CD nella nostra collezione (principalmente un miscuglio bizzarro di Norah Jones, musica classica e Bob Marley), abbiamo deciso di ascoltare/vedere alcuni video di musica da YouTube, scegliendone a turni.

E così è nata una nuova melodia. I nostri caratteri si sono rivelati in modi nuovi, i ritmi dei nostri cuori hanno trovato nuova espressione … sfumature precedentemente poco notate sono state intessute nel grande mosaico che è la nostra comunità attraverso le note e le voci di Ennio Morricone, Mumford & Sons, Ex-Otago, Immagine Dragons, I Ratti della Sabina, The Staves.

Un momento anche di scoperta personale, di come io sono stato «ricreato» durante il mio tempo nel noviziato, quando ho visto il video musicale di «Holocene» di Bon Iver per la prima volta da quando avevo varcato la soglia di Villa Sant’Ignazio più di un anno fa’.

Ricordo che quando entrai per la prima volta in noviziato, non capivo perché così tanti dei miei co-novizi fossero così entusiasti dell’idea di discutere i film in «CineForum»: nella mia esperienza di allora, i film erano solo (come diceva un novizio rumeno) «da consumare», una forma semplice, seppur piacevole, di divertimento piuttosto che una forma d’arte. Eppure quella sera, immerso in un contesto di preghiera e «alla ricerca di Dio in tutte le cose», ed essendomi lentamente convertito a vedere la bellezza e la cultura dove in precedenza avevo cercato solo il gusto del divertimento, «Holocene» ha presentato un’interpretazione completamente nuova.

Un video che in precedenza mi piaceva ‘solo’ per l’eterea bellezza dei paesaggi islandesi, improvvisamente era diventato un film che descriveva la mia relazione con il Creatore … un bambino, guidato dallo Spirito (0:50, 4:34), allegro, sorridente, nella meraviglia assoluta di fronte alla vastità e bellezza che lo circondano, contempla tutto in una gioia silenziosa. Un bambino che non è terrorizzato dalla grande, vuota distesa che lo circonda, ma si sente sereno, sicuro … perché vede, sente che il Padre suo è vicino, è lì.

Quasi certamente, Bon Iver non aveva in mente questa interpretazione. Ma mi concedo una certa licenza per ri-creare.

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