GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
iten
facebookTwitterGoogle+

Non diamoci la zappa sui piedi!

di Janez Gorenc

Siamo in giugno e l’estate è in pratica già in pieno movimento. Questo non si nota solo nei giorni sempre più caldi ma anche nella natura, che quest’anno grazie alla pioggia abbondante ci sorprende con colori vivi. Dall’altro lato tutta questa pioggia ci fa anche tanto lavorare. L’erba nel giardino cresce in continuazione, quindi gli impegni più importanti in questo momento per Fr. Paride, il ministro, sono i lavori esterni. Ma non vorrei lamentarmi di questo fatto, piuttosto vorrei parlarvi, cari visitatori del nostro sito, dell’esperienza del lavoro quotidiano in genere che mi sembra sempre un elemento molto importante della giornata nel noviziato.

Detto questo, adesso mi trovo nella difficoltà da qualche parte cominciare. Con questo sentimento mi viene in mente il Padre Maestro che spesso sottolinea l’importanza della quotidianità e di provare di vivere questi momenti nella pienezza. Mi sembra che i lavori della mattinata siano un bell’esercizio che mostra come si può vivere una cosa banale nella pienezza.

E dove si trova pienezza nello zappare l’orto, nella raccolta delle foglie, nel falciare l’erba o nella riparazione dell’ennesima cosa che non funziona? Una delle possibilità potrebbe essere che l’esperienza vissuta nella preghiera si applica nel concreto, che non diventa un attività da proporre ai novizi per non pensare a varie sciocchezze. Un’attività non solo fisica ma anche spirituale, che ti aiuta a andare fuori te stesso e verso l’altro.

Qui mi viene anche un’altra frase che prendo in prestito da sant’Ignazio: “… che l’amore consiste nella comunicazione reciproca, cioè nel dare e comunicare l’amante all’amato quello che ha, o di quello che può, e cosi a sua volta l’amato all’amante … ” Quindi il lavoro diventa un luogo di condivisione fraterna del tempo, esperienze vissute e propri talenti. In quest’ambito spesso si approfondiscono le relazioni e si scoprono talenti che prima non si sapeva che esistessero. Un altro aspetto del lavoro mattutino che dà valore aggiunto al lavoro che facciamo è il fatto che così il noviziato e dintorni diventano più ordinati e gli rendono più accoglienti per le persone che fanno qui qualche giorno di preghiera. Parlo per esperienza quando dico che si prega meglio in un ambiente ordinato. Così noi novizi possiamo fare il nostro piccolo per aiutare i nostri ospiti con la preghiera e loro relazione con il Signore.

È veramente una sfida vivere una cosa quasi scontata come il lavoro che diventa un luogo di crescita personale e di comunità.

Spiritu, Corde, Practice

di Davide Arcangeli

Essere inviati come gli “apostoli” è una dimensione centrale della vita del noviziato. Da prete diocesano finora sempre immerso in un frenetico attivismo, tra parrocchia e insegnamento, in Noviziato mi sento chiamato a riscoprire il fondamento della missione pastorale, al livello dell’ “essere” prima che del “fare” e sento di essere aiutato in questo da tutta la comunità.

In particolare mi sembra importante condividere con voi l’incontro che abbiamo avuto venerdì 7 novembre, perché fa emergere bene il punto di vista e il modo di procedere che stiamo imparando: come novizi di primo e secondo anno, ci siamo tutti riuniti al mattino, insieme al socio del Maestro, padre Iosif Sandoru, per fare condivisione e discernimento sulle attività pastorali in corso.

In un clima di ascolto e raccoglimento ciascuno ha esposto alcune descrizioni e valutazioni della propria esperienza di apostolato sui seguenti punti: dove; con chi; che cosa; elementi positivi e di ostacolo; aspetti di consolazione/desolazione interiore.

Ne è emerso un quadro piuttosto variegato, per la diversità degli ambiti pastorali, ma con almeno un punto in comune, ossia la necessità di un continuo discernimento per valutare “come” portare un contributo personale e spirituale, in contesti dove non si può né si deve assumere una piena responsabilità di conduzione.

Qualcuno di noi è impegnato in parrocchia nei gruppi giovanili di Azione Cattolica e Scout, altri hanno più direttamente a che fare con gruppi di catechesi, per bambini e famiglie, altri ancora sono impegnati in ambiti di servizio sociale. Un po’ come gli apostoli che ritornano da Gesù a raccontare le loro varie esperienze, anche per noi è stato importante partecipare reciprocamente l’estrema varietà delle esperienze, come una ricchezza da condividere, anche per ricevere dagli altri un aiuto e un sostegno, sia nel discernimento che nell’attuazione.

Abbiamo anche compreso che ciò che è centrale in tali esperienze non è tanto la quantità di lavoro svolto o il protagonismo che ciascuno può dispiegare nel suo contesto, ma l’esercizio personale di attenzione per cercare e trovare il Signore, nel suo agire nei cuori e nelle situazioni e la piena disponibilità ad offrirsi, con umiltà, per l’espansione del suo Regno. Anche piccole cose che accadono quotidianamente, come un colloquio, un gesto, una parola, possono costituire segni importanti dello Spirito, se il cuore è disponibile a leggerli. Inoltre si è sottolineata l’importanza di stare nei diversi contesti con flessibilità, cogliendo le occasioni per favorire un servizio e una proposta di spiritualità. Non si tratta di imporre, ma di incarnare una sensibilità e alcuni approcci che favoriscono una maggiore cura dell’interiorità, in contesti segnati tradizionalmente da un certo attivismo esteriore.

Ha infine concluso l’incontro p. Iosif, soffermandosi su alcuni aspetti del modo di procedere tipico della Compagnia: l’estrema adattabilità a seconda del tempo, del luogo e delle circostanze particolari; la disponibilità ad accogliere la realtà così com’è per discernere l’agire di Dio in essa; l’opposizione alla tentazione dell’attivismo, sentendo e gustando interiormente ogni aspetto anche piccolo, con piena disponibilità ad agire dove è possibile e necessario. Citando Gerolamo Nadal, p. Iosif ha affermato che tutto dovrebbe compiersi Spiritu, Corde, Practice, ossia a partire dallo Spirito, con tutto il cuore e orientati all’azione.

2020-11-17. Davide Arcangeli, novizio del primo anno.

Commenti

Lascia un commento
Chiudi notifica

Gesuitinetwork - Normativa Cookies

I cookies servono a migliorare i servizi che offriamo e a ottimizzare l'esperienza dell'utente. Proseguendo la navigazione senza modificare le impostazioni del browser, accetti di ricevere tutti i cookies del nostro sito. Qui trovi maggiori informazioni