GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
iten
facebookTwitterGoogle+

Fa… davvero…nuove tutte le cose

di Alessandro Di Mauro

‘Ecco, io faccio nuove tutte le cose’ Ap 21,5

È passato quasi un anno da quando ho iniziato questo nuovo cammino come novizio dei Gesuiti. Quando ho scelto di essere un gesuita sono stato davvero molto felice, forse mai avevo raggiunto tale felicità, era il 3 Giugno del 2021, poi tanti pensieri, tanti desideri che riaffioravano, tanta… paura direi oggi. Ma quando si è in desolazione, non si torna indietro nelle proprie scelte, si va avanti e si aspetta di nuovo la consolazione che si è provato il giorno della scelta. Dopo ci sono stati i colloqui con quattro padri Gesuiti e ogni volta che uscivo da uno di questi colloqui, la gioia mi scoppiava nel cuore segno che stavo andando nella direzione più bella per me.

La paura sparisce quando il 2 Ottobre busso al portone del noviziato: entrando il volto del novizio di secondo anno mi fa sentire subito accolto e a casa. Gli odori, i colori, gli oggetti che ho visto e toccato in noviziato nei primi momenti hanno detto al mio cuore che ero, finalmente, a casa. Inizia così il mio cammino in Noviziato, conosco i miei compagni di cammino: gli altri novizi e i padri formatori. Inizio il mio apostolato in parrocchia e poi ci sono gli esperimenti: il mese di esercizi e quello in ospedale. Tutto corre ma tutto è vissuto con una calma del cuore che ti aiuta ad assaporare ogni momento e a fermarti ogni giorno a ringraziare il Signore del dono della vita e della tua in particolare. Durante gli esercizi ho sperimentato le mie fragilità: di non amare il Signore a sufficienza (dirò durante una condivisione), ma che il Signore è lì che mi tende la sua mano e che anche il mio piccolo tentativo di amarlo è prezioso ai suoi occhi ed è la sua grazia che basta per seguirlo.

Il mio cammino va avanti e sperimento la difficoltà di ripensare alla mia vita prima di questa scelta e della vita comunitaria: è una bella sfida. Ma non mi sono mai sentito solo, mai abbandonato, il Signore ha preso i miei dubbi, le mie debolezze e li ha usati per amarmi ancora di più per farmi vivere in maniera diversa: più piena, più ricca e più gioiosa. Il mese passato in ospedale a supportare degli ospiti di una RSA è stato il momento in cui quest’amore di Dio si è riversato ai fratelli bisognosi, il momento in cui comprendi davvero di essere, come diceva Santa Madre Teresa di Calcutta, una matita nelle mani di Dio. Ed eccoci qui durante il periodo estivo in cui sto vivendo la bellezza dell’incontro e del servizio gratuito a comprendere ancora una volta che è il Signore che fa…davvero…nuove tutte le cose riprendendo e valorizzando la tua vita.

Alessandro Di Mauro

Intervista con il nuovo socio P. Davide Saporiti

21 Nov 2022

Nel mese di settembre è arrivato nella nostra comunità il nuovo socio: P. Davide Saporiti SJ. Il suo predecessore P. Iosif Şandoru SJ ha iniziato il Terz’anno nella Repubblica Dominicana.

Sei stato per 10 anni nella Casa di Esercizi a Bologna. Come hai preso la notizia quando il P. Provinciale ti ha comunicato le tua nuova destinazione?

Inizialmente con un po’ di dispiacere per dover lasciare un luogo conosciuto e amato dove ho speso tutte le mie energie; amato per le attività svolte e per le belle relazioni vissute. Successivamente però – lo dico senza retorica – nel profondo di me ho sentito pace perché capisco la mobilità apostolica che fa parte della nostra vocazione. Il gesuita è un uomo inviato per gli altri. Capisco che stare troppo tempo in una realtà si rischia di diventarne padroni, di mettere radici, di non avere più freschezza pastorale e quindi di non fare il bene dell’opera stessa. In questa nuova destinazione, cioè in Noviziato, non mi fa problema il tipo di lavoro o l’ambiente, ma – come spesso accade – di fronte alle novità sorge un senso di inadeguatezza: sono capace di fare bene le cose che mi sono chieste? Nello stesso tempo avverto che in Noviziato posso dare il meglio di me.

Hai celebrato qualche settimana fa il tuo 25° anniversario nella Compagnia. Ora siete 6 rimasti nella Compagnia del tuo anno. Qual è il tuo ricordo del noviziato?

Il primo pensiero è che siamo rimasti la metà dei novizi con cui sono entrato. Pensando agli ex-compagni mi rendo conto che chi prosegue il cammino nella Compagnia non è migliore di chi esce: davvero la vocazione è qualcosa personale. (Sebbene debba essere confermata dalla Compagnia).
Per me è stato molto formativo entrare in un gruppo eterogeneo. Compagni con esperienze ecclesiali molto diverse, maturazioni diverse, gusti diversi, mi hanno aperto lo sguardo su tante sensibilità che non consideravo prima. I ricordi più affettivi sono sicuramente con le persone, sia i novizi che i formatori. Con i compagni del noviziato rimane un legame unico, anche se ci si sente poco. Ho ricordi vivi anche degli esperimenti tipici del Noviziato: il mese di Cottolengo, l’esperimento di Quaresima con gli studenti di un nostro collegio e ovviamente il Mese di Esercizi; sono stati i passaggi che mi hanno segnato profondamente: ogni volta che ci penso si accende una luce.

E qual è il tuo ricordo del vostro socio? Sotto quale aspetto vuoi essere come lui?

Nei due anni di noviziato ho cambiato il Maestro e anche Socio. Il primo era molto mite e anche molto colto senza farlo vedere. Il secondo era bravo ad accompagnare e guidare Esercizi, vedevo in lui un modello di gesuita. Entrambi erano molto disponibili e anch’io vorrei essere disponibile in ciò che mi viene chiesto. Soprattutto, a Dio piacendo, vorrei testimoniare con la vita più che con la parola la gioia di seguire il Signore nella Compagnia. Ma questo vale anche negli altri ambienti, non solo nel Noviziato.

Quali saranno i tuoi impegni in quest’anno?

Sto capendo poco alla volta, perché alcune cose sono cambiate da quando ho fatto io il Noviziato. Interpreto il mio ruolo a cerchi concentrici. Il primo cerchio (e il piú importante) è la vita del Noviziato: i moduli formativi con i novizi, l’istruzione al Mese di Esercizi, la rilettura del Mese e tutto ciò che riguarda la vita del Noviziato in senso stretto. Poi, un „cerchio” successivo riguarda la vita della casa e delle nostre opere in città: guidare ospiti che fanno gli Esercizi spirituali, l’accompagnamento spirituale, aiutare la pastorale dei confratelli in città (EVO per i giovani, CVX…). Infine il cerchio piú „esterno” comprende tutte le richieste che arrivano dalla diocesi o dalla nostra Provincia: corsi formativi, corsi di Esercizi spirituali e così via…

Quale ricordo vorresti lasciare nella memoria dei novizi? Quale messaggio vorresti comunicare attraverso il tuo esempio di vita?

Come detto in precedenza, vorrei comunicare la gioia di seguire il Signore nella Compagnia.
Se penso ai gesuiti che ho stimato in gioventù, ciò che mi colpiva di loro non era solo e soprattutto le grandi doti pastorali (sebbene siano importanti) ma che mi hanno insegnato “chi è” il gesuita: una persona inviata perchè si sente parte di un corpo universale, una persona innamorata del Signore che non può che spendere la vita per gli altri, una persona capace di abnegazione e di obbedienza, capace di vivere in comunità con uno stile costruttivo (oggi si direbbe “sinodale”) ma sempre in obbedienza al superiore perché le due cose non si escludono. Anch’io vorrei testimoniare, almeno in minima parte, tutto questo.

Chiudi notifica

Gesuitinetwork - Normativa Cookies

I cookies servono a migliorare i servizi che offriamo e a ottimizzare l'esperienza dell'utente. Proseguendo la navigazione senza modificare le impostazioni del browser, accetti di ricevere tutti i cookies del nostro sito. Qui trovi maggiori informazioni