GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
iten
facebookTwitterGoogle+

Ma quando arrivano le rondini?

di Christian Lefta

All’improvviso, finalmente, quasi sul limite della rassegnazione, qualche giorno fa abbiamo visto le rondini. Tante e veloci con le loro inconfondibili sagome così snelle, in un cielo di un primo pomeriggio luminoso accecante e senza nuvole. Senza nuvole, cioè senza l’ombra del dubbio che cominciava a farsi insistente: ma quando arrivano? E poi: saranno davvero rondini? Anche se talvolta l’occhio inganna, le rondini, come tutti sanno, sono il segno inequivocabile dell’arrivo della primavera che porta con sé, finalmente, il disgelo e l’esplosione della vita.

Dalla specola del noviziato, che spesso è un punto di osservazione privilegiato sui fenomeni, è stato a dire il vero non troppo difficile accorgersene: il clima di silenzio e un certo allenamento alla contemplazione in qualche modo aiutano lo sguardo. Ad ogni buon conto, resta una bella sfida, quella di uno sguardo che sa guardare. Esiste, infatti, una misteriosa correlazione tra la meteorologia e la vita dello spirito: esiste, cioè, quasi una meteorologia dell’anima alla quale si riferisce Gesù nel famoso passaggio di Mt 16, 1-4: «I farisei e i sadducei si avvicinarono per metterlo alla prova e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo.  Ma egli rispose: «Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il cielo rosseggia; e al mattino: Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?».

La primavera dell’anno che stiamo attraversando, il 2022, sembra fin troppa carica di segni, purtroppo non tutti di vita, semmai di morte e di distruzione. Dove sono, allora, le rondini? Dov’è cioè l’esplosione della vita in un mondo devastato prima dalla pandemia, ora dalla guerra? Condividiamo, nella fede e nella speranza, questa domanda con milioni di uomini e donne che oggi nel mondo, proprio come noi, alzano gli occhi verso lo stesso cielo, cercando segni di vita e di Resurrezione.

È interessante che nel numero 236 degli Esercizi Spirituali Ignazio proponga esattamente questo esercizio, che non a caso si offre allo stesso tempo come un esercizio spirituale ma anche di osservazione della realtà naturale: «considerare come Dio fatica e opera per me in tutte le cose create sulla faccia della terra […] Così nei cieli, negli elementi, nelle piante, frutti, armenti, ecc., dando essere, conservando, facendo vegetare, dando i sensi, ecc.».

La natura, con il suo misterioso parlare fatto di suoni, profumi, colori ci riconduce, con questa primavera 2022, a quella verità che solo con gli occhi della fede possiamo riconoscere come vita, una vita che contro ogni apparenza non smette di riapparire, e di rassicurarci del suo vittorioso ritorno: «perché, ecco, l’inverno è passato, è cessata la pioggia, se n’è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna» (Ct 2, 11-12).

Christian Lefta

Fa… davvero…nuove tutte le cose

di Alessandro Di Mauro

‘Ecco, io faccio nuove tutte le cose’ Ap 21,5

È passato quasi un anno da quando ho iniziato questo nuovo cammino come novizio dei Gesuiti. Quando ho scelto di essere un gesuita sono stato davvero molto felice, forse mai avevo raggiunto tale felicità, era il 3 Giugno del 2021, poi tanti pensieri, tanti desideri che riaffioravano, tanta… paura direi oggi. Ma quando si è in desolazione, non si torna indietro nelle proprie scelte, si va avanti e si aspetta di nuovo la consolazione che si è provato il giorno della scelta. Dopo ci sono stati i colloqui con quattro padri Gesuiti e ogni volta che uscivo da uno di questi colloqui, la gioia mi scoppiava nel cuore segno che stavo andando nella direzione più bella per me.

La paura sparisce quando il 2 Ottobre busso al portone del noviziato: entrando il volto del novizio di secondo anno mi fa sentire subito accolto e a casa. Gli odori, i colori, gli oggetti che ho visto e toccato in noviziato nei primi momenti hanno detto al mio cuore che ero, finalmente, a casa. Inizia così il mio cammino in Noviziato, conosco i miei compagni di cammino: gli altri novizi e i padri formatori. Inizio il mio apostolato in parrocchia e poi ci sono gli esperimenti: il mese di esercizi e quello in ospedale. Tutto corre ma tutto è vissuto con una calma del cuore che ti aiuta ad assaporare ogni momento e a fermarti ogni giorno a ringraziare il Signore del dono della vita e della tua in particolare. Durante gli esercizi ho sperimentato le mie fragilità: di non amare il Signore a sufficienza (dirò durante una condivisione), ma che il Signore è lì che mi tende la sua mano e che anche il mio piccolo tentativo di amarlo è prezioso ai suoi occhi ed è la sua grazia che basta per seguirlo.

Il mio cammino va avanti e sperimento la difficoltà di ripensare alla mia vita prima di questa scelta e della vita comunitaria: è una bella sfida. Ma non mi sono mai sentito solo, mai abbandonato, il Signore ha preso i miei dubbi, le mie debolezze e li ha usati per amarmi ancora di più per farmi vivere in maniera diversa: più piena, più ricca e più gioiosa. Il mese passato in ospedale a supportare degli ospiti di una RSA è stato il momento in cui quest’amore di Dio si è riversato ai fratelli bisognosi, il momento in cui comprendi davvero di essere, come diceva Santa Madre Teresa di Calcutta, una matita nelle mani di Dio. Ed eccoci qui durante il periodo estivo in cui sto vivendo la bellezza dell’incontro e del servizio gratuito a comprendere ancora una volta che è il Signore che fa…davvero…nuove tutte le cose riprendendo e valorizzando la tua vita.

Alessandro Di Mauro

Chiudi notifica

Gesuitinetwork - Normativa Cookies

I cookies servono a migliorare i servizi che offriamo e a ottimizzare l'esperienza dell'utente. Proseguendo la navigazione senza modificare le impostazioni del browser, accetti di ricevere tutti i cookies del nostro sito. Qui trovi maggiori informazioni