GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
iten
facebookTwitterGoogle+
http://www.lachiavedisophia.com/wp-content/uploads/2016/10/A-Regine-Olsen_La-chiave-di-Sophia-e1478637754940-w855h425.jpg

http://www.lachiavedisophia.com/wp-content/uploads/2016/10/A-Regine-Olsen_La-chiave-di-Sophia-e1478637754940-w855h425.jpg

http://www.lachiavedisophia.com/wp-content/uploads/2016/10/A-Regine-Olsen_La-ch

Info

Lettera per la partenza

21 Set 2018

Già, partenza.

Si parte ogni volta che si chiude un percorso per iniziarne un altro.

A pensarci bene, è da quando siamo stati concepiti che partiamo. Tante tappe. Nessuna conclusiva.

Ogni tanto fa bene girarsi indietro a guardarle. Soprattutto per capire cosa vogliamo portarci dietro nel nostro zaino di viandanti/pellegrini.

Bisogna che sia leggero. Bisogna che abbia ancora spazio dentro per accogliere cosa nuove.

E così καταρτίζομεν: allestiamo la nostra nave, rattoppiamo le nostre reti… Sì, navigare e camminare sono naturalmente affini…

Cosa portarci via dalle nostre lezioni di greco?

Non posso sapere cosa ne conserverà ciascuno di voi. So comunque cosa tengo io. Io, che forse sembro non partire… e invece ogni volta che comincio con un gruppo nuovo, anche io “parto”.

Nel mio zaino c’è la bellezza del comunicare: ormai lo so che è solo ascoltando insieme la parola che nascono lampi di comprensione più profonda.

C’è l’amore per la parola che sempre desidero ascoltare.

C’è il ricordo: “partire è un po’ morire” si usa dire; è vero, perché ci si separa; ma ricordare è ritornare nel cuore (cor, cordis in latino è il cuore); e il cuore ce lo portiamo sempre dietro.

Mi chiedete cosa vi auguro.

Bé, è già tutto qui…

In una taschina laterale del vostro zaino infilo tutto l’affetto e la stima che ho per voi.

– Umba

 

(Una lettera di Umberta Parodi – professoressa di greco del noviziato – ad Andrei, Cornel, Giacomo, Janez e Piero)

Il quarto voto di obbedienza al Papa circa le missioni

I gesuiti in generale sono sempre mandati, cioè non scelgono loro cosa fare, quale missione svolgere, in quale parte del mondo vivere. Ricevono la loro missione dai loro superiori, in ordine gerarchico fino al papa. Fanno così perché vogliono servire la Chiesa dove possono fare il maggiore bene e sono consapevoli che un superiore vede meglio le necessità e credono che riceva dallo Spirito la grazia di poter discernere il desiderio di Dio.Nell’estate noi novizi andiamo ad aiutare in varie opere per conoscere le realtà della Compagnia e dare una mano dove c’è bisogno.

In quest’estate io aspettavo tanto il campo estivo del gruppo di Azione Cattolica che seguo. Desideravo soprattutto l’opportunità di passare molto tempo insieme per conoscerci meglio. Questo sicuramente ci avrebbe aiutato ad instaurare una relazione più profonda, così da poter svolgere meglio il mio apostolato durante l’anno. Ma quest’estate io sono mandato in Ungheria, farò vari campi con giovani, aiuterò nei lavori manuali in una casa di esercizi e parteciperò ad altri eventi più brevi.

Questa è la mia prima piccola esperienza del quarto voto che riguarda soprattutto le missioni. Vorrei fare una cosa, sono convinto che sarebbe bella ed aiuterebbe le anime, ma i miei superiori chiedono altro. Questa esperienza mi aiuta a comprendere meglio cosa significa essere mandato dove c’è più bisogno. Io non posso discernere cosa sia più importante ma mi affido ai superiori.

Quest’estate la Chiesa mi chiama in Ungheria.

Pál Füszfás

 

Commenti

Lascia un commento
Chiudi notifica

Gesuitinetwork - Normativa Cookies

I cookies servono a migliorare i servizi che offriamo e a ottimizzare l'esperienza dell'utente. Proseguendo la navigazione senza modificare le impostazioni del browser, accetti di ricevere tutti i cookies del nostro sito. Qui trovi maggiori informazioni