GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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Scelte scomode

di Guglielmo Scocco

“Sii lento. Non avere paura di essere lento. Il bimbo nella pancia cresce lento. I frutti sugli alberi maturano lenti. La natura cambia lentamente. Tu cresci lentamente. Non cercare tutto e subito. Matura. Lentamente. Abbi fiducia nel lavoro lento e costante di Dio. Sii la lentezza. La lentezza sia per te vangelo. Buona notizia. Attraversando la lentezza mi incontri. Stai con me. Ti ricordi di me. Sei in me. Gesù è cresciuto lentamente a Nazareth. Il sole procede lentamente. Quanto tempo ci è voluto perché nascesse la vita sulla terra? Quanto per arrivare all’uomo? Non avere paura di essere fuori posto, di sentirti giudicato per la tua lentezza. Sii lento.”

Queste sono alcune delle parole che ho portato a casa dal mese di esercizi spirituali in silenzio. Per me, per come sono fatto, è molto difficile metterle in pratica nella quotidianità. Apparenti obblighi verso noi stessi e verso gli altri ci portano a perdere la pace interiore. Ma è veramente così? Siamo forse così schiavi di noi stessi da non poter scegliere ciò che ci fa veramente bene?

Nel “pellegrinaggio stanziale” che è il noviziato la sfida è quella di seguire Gesù e cercare di diventare come Lui, non solo per una legge scritta secoli fa da Sant’Ignazio ma soprattutto per la legge viva dell’amore che abbiamo tutti incisa nel cuore e che ci porta a desiderare una sempre più profonda unione con il nostro amato. Nelle mille attività quotidiane desidero profondamente, come Gesù, rimanere radicato e instaurato nel Padre e nel suo amore misericordioso. Come? La risposta è forse scomoda, ma è l’unica possibile: vincendo me stesso. Non posso tenere tutto insieme con i miei soli sforzi. Non posso controllare tutto. Non posso fare tutto da solo pretendendo la pace che viene da un Altro. Devo fermarmi. Tornare a Lui. Questa lentezza è scomoda – ci chiede di lasciare la presa, di fidarci – eppure è l’unica strada che porta alla vita.

A noi la scelta. Il Signore ci sta già aspettando a braccia aperte.

Guglielmo Scocco, novizio dal primo anno

In dialogo con Dio

di Raul Petru Ciocani

Poco tempo fa noi novizi del primo anno siamo tornati nella casa del noviziato dopo aver vissuto il primo e più importante esperimento di questo periodo di formazione, il mese ignaziano.
Il mese di esercizi spirituali, secondo la mia fresca esperienza, non è un momento di cambiamento – e questo si deve sottolineare – perché Dio non vuole cambiare ciò che siamo: lui ci ha creati così e così ci ama, sottolinea Sant’Ignazio, colui che propone questo percorso. Gli esercizi sono un’esperienza di comprensione, di avvicinamento a Dio e di approfondimento del mistero della sua presenza nel mondo e del legame di amore che ha con noi. Un pellegrinaggio interiore, personale dove non sei solo. Questo è esattamente ciò di cui si tratta: un cammino interiore accompagnato da Lui, il nostro Creatore. Il padre Maestro all’inizio di questo mese diceva: “Dio ci ha preparato per questa esperienza già programmata, lui ci aspetta e ci accoglie.” E’ stato confermato dal fatto che durante un mese di silenzio non ci siamo sentiti soli. Lui ci parla, ci accompagna e ci propone sempre nuove sfide. Questo cammino di meditazione e contemplazione in ricerca di Dio, che ci ha creato dal suo amore e ci ha offerto la vita terrena del suo Figlio per la nostra salvezza, porta anche le risposte alle nostre domande. Andando in profondità, scoprendo te stesso, i tuoi valori e le tue virtù, tutto questo come un dono che sgorga dall’amore di Dio.
Che ne facciamo di tutto questo che abbiamo ricevuto, che ne facciamo della nostra vita, come utilizzarla?
Circa 2000 anni fa Gesù, Figlio di Dio, nasce a Betlemme, vive 33 anni, è condannato, muore e risorge. Questo riguarda anche la mia vita oggi, è un dono anche per me, un esempio di vita data dal Vincitore che vince il peccato, tutte le dinamiche quotidiane che ci rattristano, e la nostra parte buia. Gesù fa capire che la salvezza della nostra anima non ha un “punto zero”, è un cammino, simile alla sua vita. Lui è venuto per aiutare, darci esempi, incoraggiarci e mostrarci la verità perché la possiamo seguire. E inoltre, il risorto è presente nella nostra vita, dobbiamo solo collaborare. Ecco la cosa più importante, dobbiamo collaborare. Come?
Il mese di esercizi spirituali offre la possibilità di capire questo profondamente, di vederlo in modo dettagliato, di capire il dono che Gesù ci fa e di imparare a sfruttare questo dono.
Sono felice e grato di aver fatto questa esperienza, nata attraverso l’esperienza di conversione di Sant’Ignazio, di conoscere di più il mistero della vita di Gesù e di poter accogliere meglio l’amore di Dio e la relazione stretta con lui (relazione di perdono e di amore), che vuole sviluppare con ognuno di noi.
Lo esprime bene il gesuita romeno p. Marius Taloș nella sua introduzione al libro degli Esercizi Spirituali: “Gli esercizi hanno già trasformato molti cuori e molte vite e hanno condotto a molti cambiamenti personali, sociali e culturali.”

Raul P. Ciocani, novizio del primo anno

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