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Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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Stand-by o play?

di P. Agostino Caletti – maestro dei novizi

Siamo in stand-by o continuiamo a tenere acceso il play sulla nostra vita? Spesso, coi gruppi di famiglie che accompagno, ci interroghiamo su questo tema, ponendoci questa domanda. L’informazione pubblica, i dibattiti, i discorsi più quotidiani, sembrano quasi orientati a sottolineare una sospensione della vita, iniziata un anno fa e in attesa di un evento che ci faccia ricominciare da dove ci eravamo fermati. Ma, usando un pizzico di realismo, ci rendiamo conto che questa visione non regge, non è veritiera. Perché? Di fatto i nostri giorni sono andati e vanno avanti; portiamo avanti impegni; ci organizziamo alla meglio; ci ingegniamo per mitigare le varie pesantezze; riflettiamo; riscopriamo la bellezza della natura; siamo più sensibili alla solidarietà verso l’altro.

Tutto questo non è vivere? È vivere un presente, non sognato, né scontato, né programmato, ma è vivere il “qui e ora” di fatto. Non è essere in stand-by, ma un essere “diversamente attivi”, come si direbbe con un’espressione oggi molto utilizzata. Ci accompagnano momenti positivi e negativi; sentimenti di gioia, ma anche di dolore; rassegnazione e ribellione: tutto questo non è “essere vivi”? Questo era probabilmente presente anche prima che il mister covid facesse irruzione nelle nostre vite, ma per prenderne consapevolezza occorre tempo e, qualche volta, qualche evento che ci riporti alla “bella fragilità” della nostra esistenza.

Allora, continuando con la metafora del registratore, non si tratta di azionare il rewind per riavvolgere tutto e tornare al punto di partenza. E neppure schiacciare su fwd e andare velocemente alla fine, senza ascoltare per intero il contenuto del file/nastro. Piuttosto lasciamo che il play prosegua; che la nostra vita non si fermi; che non ci arrendiamo al cercare significati possibili e nuovi stili praticabili. Il presente ci sta dicendo qualcosa. Aiutiamoci gli uni gli altri a stare in ascolto, vivendo questo presente, che farà comunque parte di quanto costruiremo nel nostro futuro.

2021-03-24 P. Agostino Caletti – maestro dei novizi

Ma ve l’hanno detto che c’è la guerra in Europa?

di Giacomo Mottola

Una delle maggiori differenze che riscontro in noviziato rispetto alla vita che conducevo fuori è data dall’accesso alle informazioni. Prima di entrare in Noviziato, infatti, ero ampiamente abituato a ricevere notifiche sul cellulare, ogni volta che qualcosa d’importante succedeva nel mondo. Brevi notizie flash con cui il mondo bussava alla mia tasca a qualunque ora si aggiungevano poi all’ascolto mattutino dei podcast di notizie da uno dei principali giornali italiani a cui ero abbonato.

Qui in noviziato non avendo uno smartphone ho dovuto aggiornare il mio modo di accedere alle informazioni. Riceviamo in abbonamento il quotidiano cattolico della CEI Avvenire che arriva regolarmente dal martedì al venerdì mentre le edizioni di sabato e domenica arrivano insieme il lunedì a causa dei due giorni di riposo del postino. La domenica, invece, abbiamo la possibilità di leggere il Corriere della sera con il suo inserto sulla letteratura.

Abbiamo la possibilità di informarci generalmente su quello che accade nel resto del mondo attraverso la rivista settimanale Internazionale che riporta, tradotti in italiano, una selezione di articoli delle principali testate giornalistiche del pianeta. Oltre a questa rivista d’informazione, riceviamo con frequenza bisettimanale La Civiltà Cattolica e mensilmente Aggiornamenti Sociali. Queste due riviste della Compagnia di Gesù, anche se con un taglio diverso, cercano di seguire ed approfondire i temi di attualità insieme a temi culturali e religiosi la prima ed economico sociali la seconda. Insieme all’informazione cartacea abbiamo la possibilità, per mezz’ora al giorno, di accedere al web per consultare eventualmente le sezioni non a pagamento dei quotidiani nazionali e stranieri.

Il non avere a disposizione lo smartphone mi ha re-insegnato a distinguere chiaramente nella giornata i tempi delle attività. Se infatti al mattino ho come primo appuntamento il mio incontro con Gesù nella preghiera sono certo di non venire disturbato da notifiche o tentato dal leggere le prime notizie o eventuali messaggi. Ho la possibilità di avere analisi approfondite della realtà attraverso le suddette riviste che offrono un punto di vista cattolico o laico sui fatti accaduti negli ultimi giorni. Insomma non mi resta che leggere.

Dunque sì, abbiamo saputo che c’è la guerra in Europa ed abbiamo la possibilità di approfondire i fatti senza l’assillo della propaganda occidentale o russa.

 

Giacomo Mottola

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