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Da casa a casa

di Nicholas Cassar

Il mio primo e (fino a due settimane fa) ultimo viaggio in Italia è stato come per un tredicenne una gita a scuola: ero più interessato alle alunne che all’ ‘esperienza culturale’ che i miei insegnanti provavano a darmi. Chi avrebbe mai scommesso che il mio secondo viaggio in Italia sarebbe avvenuto quasi tredici anni dopo e per diventare un novizio gesuita!

Non dimenticherò mai quel giorno, l’ultimo di settembre. Il tempo era quello tipico di Malta a fine estate: mi sentivo sciogliere come burro al fuoco – quel sole senza misericordia non mi mancherà mai! Più difficile da lasciare indietro però erano la mia famiglia e i miei parenti, che piangevano e mi abbracciavano come se non mi avrebbero più rivisto. Comunque dentro di me sentivo una grande gioia e la certezza che questa scelta, dopo un cammino di quasi quattro anni, risuonava con i miei desideri più profondi.

Nonostante questo, ammetto che mi sembrava un po’ strano salire sull’aereo senza cellulare e con la consapevolezza che su quel volo lasciavo il mio passato alle spalle.

Uno, duo, tre, via!

In un istante, Malta è svanita.

Poche ore dopo siamo arrivati a Bergamo. Il tempo era un po’ uggioso – per dire la verità, un vero sollievo dal forno maltese. Un breve viaggio in pullman e sono arrivato alla Stazione Centrale di Milano, da dove ho preso il treno per Genova.

Durante quest’ultima tappa del viaggio, avevo molto tempo per pensare e riflettere. La concretezza di questa decisione e la stanchezza del viaggio hanno cominciato a farsi sentire, e i dubbi a entrare nella mia mente Però, mi ricordavo dell’amore di Gesù, del discernimento fatto, delle luci e consolazioni ricevute: queste mi spingevano e mi davano coraggio.

Daniel, il novizio maltese del secondo anno, mi ha accolto alla stazione di Genova in una Fiat Panda turchese che probabilmente ha più anni di me. Ad ogni modo questa scatolina mi ha sorpreso, salendo con facilità le salite notoriamente ripide di Genova.

Appena arrivato in noviziato, mi hanno accolto gioiosamente con una tazza di caffè il Padre Maestro e altri novizi del secondo anno. Finita la pausa, sono salito nella mia nuova stanza: semplice ma comoda … e anche già personalizzata per me! Vi ho trovato un biglietto di accoglienza firmato da tutti i novizi del secondo anno, una bandiera di Malta, CD’s di canzoni religiose maltesi, libri in inglese e maltese, e una traduzione in inglese della Formula della Compagnia di Gesù – l’orizzonte spirituale al quale mi spingerò, con la grazia di Dio, per il resto della mia vita.

Mi sono sentito a casa.

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