GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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Casa Betania

03 Mar 2021

Casa Betania. Un nome significativo per una piccola casa, nei pressi di Crevari, in cui noi tre novizi, insieme a padre Agostino, abbiamo vissuto insieme il Mese di Esercizi, dal 9 gennaio al 13 febbraio. Betania è casa di povertà intima e profonda familiarità, in cui Gesù ha coltivato l’amicizia e l’affetto con le persone a lui più care. Anche noi Lo abbiamo invitato nella casa di Betania, nella nostra vita comune, nella conversazione silenziosa che la Parola accendeva in noi attraverso i punti datici dal nostro padre maestro e nei pasti condivisi, preparati anch’essi con cura da padre Agostino.

In tutto sono state cinque settimane. Nell’itinerario degli Esercizi sarebbero quattro, ma un sapiente adattamento per i novizi le porta a cinque, prolungando la Seconda settimana degli Esercizi e facendo un po’ di pausa ogni sabato e domenica. Gustare l’amore di Dio che trasforma tutto il passato, anche le parti di noi più deboli e ferite, è il contenuto della Prima settimana. Stare con Gesù e lasciarsi plasmare dalla sua umanità, dal suo modo di amare, guarire, insegnare, annunciare il Regno di Dio è l’obiettivo della Seconda. Nella Terza si contempla Gesù che sceglie di andare a Gerusalemme e vivere la sua Passione e morte per noi. Nella Quarta si gusta tutta la potenza di vita che scaturisce dalla resurrezione di Gesù e si sperimenta il suo invio nel mondo, con la forza data dal dono dello Spirito Santo.

Nel Mese si reimpara a vivere con Lui, in ogni aspetto della propria umanità. Si reimpara a respirare, a mangiare, a camminare, a desiderare, a pregare, a contemplare. Si impara a riconoscere le nostre aspirazioni, che a volte si travestono di bene, ma portano in realtà ad un bene inferiore. Infine si sperimenta la rivisitazione di tutto il passato, presente e futuro della propria vita, di tutti i desideri, gioie, paure e fatiche, nella quale è presente una continua dinamica di morte e resurrezione.

Infine, facendo esperienza di maggiore familiarità con Gesù, con i suoi sentimenti, pensieri e decisioni, sentiamo più chiaramente in quale modo Egli chiama oggi ciascuno di noi personalmente. Anch’io ho risentito con forza il suo invito e incoraggiamento ad andare verso le periferie, ossia verso i poveri, soprattutto giovani; e verso le periferie del cuore, tramite l’accompagnamento degli Esercizi Spirituali.

Considerando i frutti del Mese, alcuni dei quali maturano subito dopo, altri col tempo, penso sia davvero un’occasione unica per tutti, anche per chi non si trova in qualche percorso di vita religiosa o sacerdotale, per mettere ordine e trovare maggiore chiarezza per fare e vivere scelte vicine al Vangelo. Certo per chi lavora può essere molto difficile o impossibile ricavarsi un mese intero libero. In questo caso c’è l’opportunità di vivere il mese a più tappe, spezzando le sue settimane; oppure nella vita quotidiana (EVO), con un ritmo di preghiera compatibile coi propri orari e con colloqui di accompagnamento, per la durata di uno o due anni. Non lasciamoci sfuggire questa bellissima opportunità!

2021-03-03 Davide Arcangeli – Novizio del primo anno

A te che importa? Tu seguimi!

di Benedek Rácz

Guerra. A poco più di 1000 km di distanza da me. Vicino alla mia patria. Mentre io sono qui a Genova, nella cappella e prego per la pace, imploro per le vite umane. I miei desideri mi porterebbero ad aiutare concretamente dove il dolore infuria. ”Signore, anche tu faresti questo no? Andresti lì e non siederesti qui facendo niente?” Ma no. Non è così semplice. Gesù nella sua vita terrena non era una macchina di risoluzione dei problemi. Solo dopo aver lasciato passare alcuni giorni è partito per guarire – a quel punto già per risuscitare – Lazzaro (Gv 11,6) e non è corso a salvare gli uomini schiacciati dalla torre di Siloe, sebbene fosse a conoscenza dell’accaduto (Lc 13,4). Gesù agisce spesso in un modo che non ha alcun senso umano. Le sue azioni sono state gradite non agli uomini, ma sempre al Padre. “Solo” questo è il mio dovere, che io possa sentire, e che io sia pronto e sollecito nell’adempiere la sua volontà. (cfr. Esercizi Spirituali 91)

Pregando giorno dopo giorno sono sempre più sicuro di essere un religioso gesuita nel sogno del Padre. La sua volontà è che io mi formi e che io sia formato qui a Genova nel Noviziato. Quanto il cielo sovrasta la terra, e quanto le vie e i pensieri del Padre sovrastano le nostre vie e i nostri pensieri, tanto devo fidarmi del Padre credendo che le mie preghiere sono la cosa migliore e il massimo che io posso fare per la pace (cfr. Is 55,9). È un’esperienza sconvolgente mettere tutto il mio essere nelle sue mani ogni giorno, accettando che la sua volontà ora è che io non faccia nulla di umanamente concreto, e essendo pronto se domani mi chiamerà ad alzarmi, lasciare il noviziato e andare ad aiutare sotto le bombe. È un’esperienza sconvolgente, ma chiunque ha già sperimentato la forza di questa relazione e ha già incontrato la figura attraente di Gesù sa che è così.

Quindi ogni giorno accetto tutte le mie debolezze, la mia impotenza e ogni giorno gioisco quando posso vedere in che modo Dio mi ha usato come strumento del suo amore cioè in che modo questa piccola realtà che sono è diventata abbastanza e dono.

Benedek Rácz

 

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