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La gioia di un caffè insieme

di Cornel Barna

Uno dei momenti più belli del noviziato che mi lascia sempre un gusto dolce e gradito è il caffè dopo pranzo con tutta la comunità. È un gesto semplice ma pieno di senso, che porta una vera gioia nel cuore.

Ricordo con emozione il primo caffè bevuto l’anno scorso; era il 2 ottobre, la prima domenica in noviziato. Una meraviglia!!! Ero così stupito, quel primo gusto non lo dimenticherò. Mi sono reso conto che quel caffè era il risultato di un lungo processo di lavoro pieno di pazienza personale e comunitaria. Questo primo anno di noviziato appena concluso è come un caffè pomeridiano che mi ha lasciato tante esperienze profonde, che mi hanno aiutato a crescere nel mio percorso e a camminare più contento nel pellegrinaggio della vita.
Osservando e imparando con la pratica, ho compreso che il caffè per essere ottimo deve avere tre qualità: «scottente, sedente e per niente».

Così anche per me, quest’anno è stato un tempo «scottente», mi ha permesso di mettere a fuoco le esperienze più profonde dagli Esercizi Spirituali al pellegrinaggio ignaziano e alla sfida della quotidianità.È molto importante che la moka si lasci a fuoco basso, perché pian pianino l’acqua insieme con la polvere si trasformi in un caffè a regola d’arte e così può uscire ricco di bellezza, profumo e sapore. Il frutto di queste esperienze vissute matura in me senza fretta, con calma, a fuoco basso ma molto “scottente” per poter dare il meglio.

Una seconda qualità è «sedente». È stato un tempo in cui mi sono fermato rispetto alle mie abitudini, ai miei programmi personali, alle attività di prima, per poter gustare di più i doni che Dio mi regala ogni giorno, dai momenti di condivisione ai lavori insieme alla comunità, dalla gioia che viene da uno sguardo di fiducia a un abbraccio di coraggio.

Infine, l’ultima qualità è quella che mi ha colpito e mi colpisce di più: «per niente», cioè gratis. Il migliore caffè è quello che viene preparato da un cuore pieno di amore e gratuità. Sì, è un amore che si manifesta concretamente nello stare vicino alla moka e nel fare attenzione a non bruciare il caffè.La gratuità di Gesù quest’anno è inestimabile, perché mi sono reso conto che non è una gratuità a buon mercato, ma una gratuità che ha un prezzo, il prezzo della croce.

Già il secondo anno di noviziato è cominciato e il processo di lavoro per il caffè migliore della mia vita – cioè per il magis della mia vita – sta continuando anche in questo anno.

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