GESUITI noviziato
Sito ufficiale del noviziato italiano della Compagnia di Gesù
iten
facebookTwitterGoogle+

I passi dell’amore gratuito

di Cornel Barna

Cara Selva, in questi giorni ti ho molto pensato. Alla fine mi sono fatto coraggio e ho deciso di scrivere due righe su quanto ho vissuto con Josef nel secondo minicorso per ragazzi dai 16 ai 18 anni. Forse ti chiederai perché presento la nostra esperienza in forma di lettera. Sono sicuro che ti ricordi del giorno in cui si è fatto silenzio ne . „Il Capriolo” – una delle ville che ci ha ospitato – e siamo tutti rimasti colpiti ed emozionati dall’idea di scrivere una lettera a noi stessi.

Così come dicono anche i versetti dell’inno „Buon giorno, Buon giorno!”, noi novizi, ci siamo svegliati fra i tuoi territori, accolti con l’amicizia di un “benvenuti!”. Ci siamo meravigliati nel vedere quanti adolescenti desiderano partecipare ai minicorsi estivi per ragazzi, un’opportunità significativa per scoprire qualcosa in più di sé stessi e della propria vita. Già dall’inizio abbiamo provato sentimenti di empatia e, allo stesso tempo, il desiderio di mettersi di più in gioco. I ragazzi ci hanno ricordato la nostra adolescenza, le nostre domande di allora: „qual è il senso della vita? Che cosa scelgo nella vita? Quale sono i miei veri desideri?”

Forse ti chiederai perché abbiamo provato emozioni forti fin da subito. Perché in questo posto si trovano risorse di alta qualità: persone giuste al momento giusto, animatori e volontari dal cuore aperto, e una metodologia straordinaria: lo psicodramma. Abbiamo visto come questo metodo può aiutare a mettere in scena con fiducia diverse parti della propria vita, aspetto fondamentale per poter aiutare a superare con coraggio ogni problema.

Cara Selva, questa esperienza mi ha toccato molto e credo di poter dire lo stesso anche di Josef; come il caffè del mattino, sprona a vivere di più, a gioire di più e – soprattutto – a stupire e ad amare di più. È come l’invito di ogni mattina a scendere dal letto, ad assaporare la colazione, a prendere con responsabilità la giornata: “La colazione è pronta, calda e fumante! Scendendo date anche un’occhiata al tabellone con i servizi!”.

Non abbiamo avuto tempo per annoiarci perché sempre in movimento. Dal movimento fisico – numerose le gite in montagna per incontrare lo splendore del creato tra cime mozzafiato e albe magiche – al movimento emotivo e affettivo – tante le lacrime di dolore e gioia versate – fino al movimento spirituale: la consapevolezza del nostro corpo, l’accompagnamento di Gesù fin dal mattino, gli incontri fra Gesù e il diavolo, le tentazioni nostre e quelle di Gesù.

Tutti questi movimenti ci aiuteranno a fare passi più sicuri e coraggiosi nella nostra avventura su questa terra.

Cara Selva, concludo sottolineando che è stato bello scoprire che il movimento più importante che ci ha guidato è stato quello dell’amore gratuito. L’amore infinito di Gesù che ci ama con cuore umano e ci porta a sperimentare questo amore e donare noi stessi con assoluta gratuità.

S.I. parte! Sì, ma come? Un passo dietro l’altro!

di Alessandro Cocozza

Provate ad immaginare di entrare in una nuova famiglia, diversa dalla vostra, in un’altra casa, con altri orari, in una città da scoprire. Senza i vostri genitori. Senza le solite facce. Senza il vostro solito pc e la televisione. Senza il nostro fedele compagno cellulare. Immaginate perfino di non conoscere le persone che incontrerete. Ma soprattutto immaginate di entrare lì dentro dopo essere stati spinti da un grandissimo desiderio di fare quella vita! 

Ci siamo sentiti più o meno così  noi sei nuovi  novizi appena entrati nel noviziato di Genova. Decisamente spaesati, all’inizio, dai volti nuovi e forse anche dal grande tempo che ci veniva concesso. Infatti le due settimane appena passate sono state per noi un tempo di “probazione”, per ambientarci, fermarci, ascoltarci.  Ce n’erano di novità da considerare. Molto spesso si crede che il tempo per “ascoltarci” sia inutile o speso male. Si vivono tante cose durante la giornata ma scivolano via, due chiacchere, un po’ di lavoro ed hai finito la giornata.

In queste due settimane l’invito invece era: “tranquillo, ascoltati!”  Certo, non era facile star tranquillo. Non vi nascondo che la sveglia alle 6:30 ogni giorno mi aveva un po’ preoccupato. Per non parlare della confusione che abbiamo fatto con i primi Vespri tutti insieme, non sapevamo usare il breviario. Il Signore però, ovviamente in famiglia c’è anche Lui, ci da il nostro tempo. Non pretende che capiamo tutto subito, come nello sprint all’inizio di una corsa. Lentamente siamo entrati nei ritmi della casa del Noviziato, un po’ di pulizie, l’uscita con novizi del secondo anno al Forte Diamante, la nostra imbarazzante partita di pallavolo. Fra un caffè e una partita a Trivial pursuit cresce l’idea di non essere finiti poi troppo male.

Leggere col Padre Maestro la Formula della Compagnia nella quale chiediamo di entrare ci aiuta a capire, a ricordare per Chi siamo entrati. Ignazio chiede molto ai membri della Compagnia, ma di certo non di diventare superuomini. Ci insegna che per scendere in profondità ci vuole tempo, un po’ di più che per leggere un messaggio di WhatsApp.

Arriva poi il tempo di ritiro per rileggere queste due settimane, ricche di una nuova vita. Anche nel ritiro il Signore mi sembra che ci abbia ricordato che ci vuole del tempo per conoscerci e per conoscerlo, o almeno iniziare. E così eccoci qui, grati per essere stati accolti, fiduciosi per iniziare il percorso. In fondo c’è sempre Fr. Sergio che con la sua sapienza contadina ci riporta sempre con i piedi per terra.

Commenti

Lascia un commento
Chiudi notifica

Gesuitinetwork - Normativa Cookies

I cookies servono a migliorare i servizi che offriamo e a ottimizzare l'esperienza dell'utente. Proseguendo la navigazione senza modificare le impostazioni del browser, accetti di ricevere tutti i cookies del nostro sito. Qui trovi maggiori informazioni