GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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L’amore ai tempi del Corona

di Guglielmo Scocco

In questo periodo, come sta cambiando il nostro modo di guardare il mondo, di guardare gli altri, di guardare noi stessi? L’essere costretti in casa fa sì che la quantità di input esterni che riceviamo sia considerevolmente diminuita rispetto al solito: che sia forse giunto il momento di iniziare a guardarci dentro?

Ogni tanto, guardando il panorama, mi capita di vedere oltre, di andare più in profondità rispetto ai colori e alle forme che vedo: penso al nucleo della terra, alle profondità calde e dense del pianeta, invisibili agli occhi, che ci permettono di essere in vita sulla sua crosta. Il mantello e il nucleo sono nascosti, eppure permettono la vita. Essi pulsano nelle profondità, come il nostro cuore: non si vede, potremmo addirittura non sapere che ci sia, o come sia fatto, eppure è grazie a lui che viviamo. La stessa cosa vale per i polmoni: silenziosi e nascosti svolgono con perseveranza il loro compito, portando ossigeno e vita alle nostre cellule. Sembrerebbe che le cose più importanti, quelle che ci danno vita, si celino nelle profondità, invisibili a uno sguardo che si fermi a ciò che è esteriore, a ciò che appare, a ciò che si vede subito.

In questo tempo di silenzi, di solitudine, di porte chiuse, di dolore, lasciamo che il nostro sguardo si trasformi. Iniziamo a guardare in profondità, a guardare oltre, a guardarci dentro. Potremmo scoprire una presenza, un amore, che forse spesso cerchiamo fuori, nelle cose, nel mondo esterno, nelle creature, e che invece abita già dentro di noi, nelle nostre profondità, nel nostro nucleo, nel nostro cuore.

Guglielmo Scocco, novizio del primo anno

Chiamati ad amare

di Raul Petru Ciocani

Nel mese di luglio di quest’anno, insieme con un altro novizio, Daniel Nørgaard, abbiamo fatto un’esperienza di servizio con i poveri, “il mese di ospedale”, come lo chiamava Sant’Ignazio al suo tempo, una delle esperienze più importanti del noviziato. Un mese di volontariato nella Comunità Papa Giovanni XXIII a Cittadella. Daniel in una casa di recupero ed io al servizio di un ragazzo boliviano con handicap grave, di nome Manuel, e ai ragazzi della casa famiglia con i quali abita.

Vi racconto un po’ della mia esperienza. L’incontro con Manuel, la sua mamma adottiva Nadia e la casa famiglia di Paolo e Anna mi ha aperto a un mondo che non conoscevo. Mi hanno specialmente colpito i loro racconti sulla vita missionaria trascorsa in vari Paesi, le loro scelte di vita, il loro modo di donarsi a Dio. Era bello vedere come il Signore ha operato grandi cose attraverso le loro vite. Ho capito che ci sono molte forme per consacrarsi al Signore, e che questi laici hanno trovato modi molto fecondi di condividere la vita con i più poveri e accogliere i più vulnerabili.

Le difficoltà nel vivere con una persona disabile possono essere diverse e ovviamente cambiano molto la vita di chi gli sta accanto. Nel farmi vicino a Manuel non ho solo dato una mano con cose pratiche, ma attraverso le difficoltà che ho vissuto con lui ho potuto maturare nel mio modo di relazionarmi con gli altri. Hanno riecheggiato in me le parole di Gesù, che dice: “se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”, scoprendo che le fatiche e i dolori portano in sé gioie e speranze.

Vivendo così questo tempo con loro, le difficoltà che all’inizio sembravano grandi diventavano con il tempo la normalità della vita quotidiana, piena di episodi e momenti arricchenti. Nello stare accanto a Manuel giorno per giorno, mi sono sorpreso e meravigliato di come un suo semplice gesto, quello di aprire le braccia per chiedere un abbraccio, sia così carico di significato.  Questo bambino che non parla, non mangia da solo e non è capace di comunicare è riuscito comunque a parlare con il linguaggio dell’amore. Lui conosce un gesto, ben noto anche a noi, che è forse l’unico suo gesto che può essere compreso anche dalla nostra mentalità: quello di abbracciarti con forza e a lungo, desiderando essere abbracciato e amato.

Raul Ciocani, novizio del secondo anno

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