GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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Non è qui

di Gellért Török

Sono le 6:15. È la mattina della domenica di Pasqua. Con un compagno siamo sul tetto della nostra casa, stiamo aspettando il sole che sta per sorgere. Fa un po’ freddo e per il momento non è per niente evidente che sia stata una buona idea alzarsi così presto per vedere una cosa così banale come l’aurora. Succede ogni giorno, forse sarebbe meglio ritornare a letto…

Sono stati giorni intensi: la Settimana Santa, il Triduo, la veglia pasquale. Ora, nel silenzio, le parole, le immagini della liturgia, le frasi delle letture e i ricordi di ciò che ho vissuto nella preghiera ritornano nella mente e nel cuore.

“Quegli uccelli, senti! Come se loro cantassero per noi, come se dessero loro l’annuncio: è risorto, alleluia!”. E davvero c’è qualcosa di particolarmente bello e gioioso in questo concerto.

La posizione del noviziato non permette di vedere subito il sole che sorge, perché dà verso ovest. Pensavo che non sarebbe stata la stessa cosa vedere l’alba così. Poi mi è venuto in mente un passo degli “Esercizi spirituali”, dove Sant’Ignazio ci invita a sperimentare la presenza del Risorto nelle nostre vite attraverso i suoi veri e santissimi effetti. È vero, anche se il sole non è proprio visibile, la luce occupa uno spazio sempre più grande, i colori si ravvivano e gli effetti si vedono: ecco l’incontro nuovo.

C’è anche un altro incontro. La porta del terrazzo si apre e un altro novizio si avvicina. Che sorpresa! così presto? cosa fa qui? con lui non abbiamo parlato del nostro piano ieri sera. La scena è tremendamente simile a un’altra, che conosciamo bene… alcuni vanno a cercare di buon mattino il Signore, non lo trovano, ma poi all’improvviso incrociano “uno sconosciuto”. E dall’incontro nasce gioia, condivisione, vita, annuncio. È davvero così semplice la resurrezione?

Non lo è, penso. È piuttosto impegnativa come cosa. Ma nello stesso tempo ha alcune caratteristiche molto quotidiane. Gesù Risorto entra nelle situazioni semplici, piccole. Attraversa le porte chiuse, entra nella paura e nei bisogni di ciascuno, ma chiede occhi nuovi: solo così possiamo riconoscerlo.
Dopo una mezz’oretta scendo in cucina, per preparare la colazione. Mentre sto aspettando che esca il caffè, iniziando a sentire l’odore, mi viene in mente una poesia di un poeta ceco, che si chiama Vladimir Holan, e che esprime benissimo il sentimento che provo in me stamattina. La condivido con voi:

Risurrezione

Che dopo questa vita di nuovo ci si debba svegliare
con il suono delle trombe e i corni?
Scusami Signore, ma credo
che per tutti noi il segno della resurrezione
sarà il canto semplice di un gallo…

Per un attimo ancora rimaneremo a letto…
La prima che si alzerà sarà la mamma…
Sentiremo come nel silenzio accende delicatamente il fuoco,
come mette l’acqua a bollire,
e come con un gesto quotidiano
tira fuori dalla credenza il macinino del caffè.
Saremo di nuovo a casa.

Nel racconto del Vangelo l’angelo porta il messaggio: “Gesù vi precederà in Galilea”. Nella terra d’infanzia, nella terra della casa di Nazareth.

Per me, oggi, dov’è questa casa? dov’è questa Galilea? Dove Cristo vuole incontrarmi? Posso forse iniziare facendo attenzione ai rumori nascosti, al canto semplice dei galli, ai piccoli gesti ordinari di chi vive con me.

Semplice e impegnativa, impensabilmente grande e riscontrabile nelle piccole cose: questa Pasqua mi invita ad aprire gli occhi, aprire il cuore, cercando la Vita, la Luce.

Gellèrt Török, novizio del primo anno

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