GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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Info

ALLA FINE DEL MONDO!

04 Mag 2019

ho vissuto l’esperimento di quaresima in Albania.
Un passo indietro: cos’è l’esperimento di quaresima? E’ un esperimento, innanzitutto, che spetta ai novizi di secondo anno. Comincia qualche giorno dopo il mercoledì delle Ceneri e termina qualche giorno dopo Pasqua. Il maestro, da soli o a coppie, ci manda in diverse comunità di gesuiti della Provincia EUM. L’ obiettivo è conoscere e lasciarsi coinvolgere dal lavoro apostolico di una comunità di gesuiti. Si potrebbe su questo punto dire molto, ma mi fermo qui perché l’obiettivo di questo articolo invece è arrivare altrove.
Io, insieme ad un altro novizio, sono stato mandato a conoscere le due comunità di Scutari e Tirana. Non descriverò l’intera esperienza, cosa per la quale sarebbe necessario ben più di un articolo. Mi soffermerò su un fine settimana in particolare. Sono stato, assieme al padre gesuita spagnolo che vive nella comunità di Scutari, a Tropojë, una regione nel nord dell’Albania. Un’avventura «alla fine del mondo!», come esclamerebbe il padre.
Siamo partiti da casa alle sei del mattino. Abbiamo preso un piccolo autobus, il furgone da una quindicina di posti che ben conosce chi è stato lì. Abbiamo attraversato una strada piena di curve, che ha saputo dare qualche piccolo fastidio. Siamo arrivati a Koman e da lì ci siamo imbarcati su un traghetto. Il viaggio nel fiume Drin è durato due ore e mezza. Meraviglioso! Eravamo in piena Albania, eppure pareva di costeggiare i fiordi norvegesi. Splendeva in alto un sole bellissimo. Due alte mura di collinette e montagne stringevano le acque che ospitavano docili il traghetto. Ma la bellezza non era la sola compagna della mia gioia. Lo era anche il motivo per cui stavamo andando lì: il padre gesuita una volta al mese va in quella regione per celebrare la Messa e confessare. Andavo lì a incontrare quel Gesù che si prende cura di persone divise in tre piccoli villaggi, ciascuno formato da poche famiglie, e a prendere parte a quella cura che Lui opera. Andavamo ad incontrare i frammenti di desiderio di Assoluto sparsi nelle vite semplici e il lavorio dell’Assoluto stesso in quelle vite.
Sbarcati, siamo stati accolti da tre suore, che hanno una piccola casa ove ospitare. Una filippina, una italiana, una albanese. Tre donne in una regione dell’Albania difficile da raggiungere. Sono state una testimonianza. Il loro lavoro apostolico è impressionante. Come ho accennato, ci sono tre piccoli villaggi con tre chiesette. Non c’è un parroco che viva lì. Ci sono loro ad ascoltare e a stare accanto alle persone del posto. Ogni domenica amministrano la liturgia della Parola e distribuiscono l’Eucaristia. Catechizzano i ragazzi. Fanno da infermiere. Una di loro è psicologa e suona persino la chitarra. Crocifisse lì, in un angolo di mondo incantevole e sperduto sono state una immagine di dedizione. Crocifisse lì, a reggere la fede di donne e uomini e ragazzi semplici, quasi del tutto da sole come Atlante che da solo regge il mondo. E reggono con serenità e gioia, nonostante le diverse difficoltà.
Ho imparato, visitando quel luogo, una piccola lezione che già da un poco vado studiando. La prima volta mi fu esposta da un padre gesuita, e da allora mi ritorna di tanto in tanto. Io vado a servire, a fare qualcosa per gli altri, ma alla fine scopro che sono gli altri a fare qualcosa per me, proprio quegli altri che io vado ad aiutare. E lo fanno donandomi di sperimentare un lineamento magari inedito del volto di Cristo.

Canti di Natale in Noviziato

24 Dic 2020

Il Natale è associato a tradizioni e canti che evocano ricordi dei nostri paesi d’origine. Ognuno di noi ha scelto un canto, che considera di particolare importanza. E così abbiamo realizzato una playlist di brani natalizi, che desideriamo condividere con tutti.

Di seguito una breve presentazione del brano scelto:

P. Agostino: “Din Don Dan”.
Tra gioia e nostalgia, un canto per tutta la famiglia.

P. Iosif: “Astăzi s-a născut Cristos” (Oggi è nato Cristo).
In origine era una canzone natalizia popolare rumena, abbastanza antica. Nel video è una elaborazione postmoderna, fatta da un compositore amico mio di Cluj, Cristian Bence-Muk. Mi piace come è riuscito a rivitalizzare qualcosa di molto tradizionale. Il ritornello fa: Lăudați și cântați și vă bucurați! (Lodate e cantate e gioite!) E così sia!

Davide: “I re magi”.
Un allegretto festoso dall’oratorio per bambini, intitolato Il Natale degli innocenti. È composto da Nino Rota, particolarmente noto per le colonne sonore di film di Luchino Visconti e di Federico Fellini. Ma è anche fecondo autore di musica sacra. Il brano riprende alla lettera il vangelo di Matteo, la scena dei Magi che arrivano a Gerusalemme.

Raul: “Florile dalbe” (Fiori bianchi).
Canto tradizionale rumeno molto conosciuto, che i giovani usano cantare durante le feste di Natale, andando nelle case dei parenti e conoscenti, per annunciare la festa che sta per arrivare, la nascita del Messia.

Pasquale: “Venite pastorelli alla capanna”.
Scelgo questo canto perché ricorda, col suono delle zampogne, le tradizioni del sud Italia, per un periodo che è sempre nostalgico. La nostalgia che reca con sé l’attesa di Gesù.

Christian: “Natale a Pavana”.
È una delle ultime canzoni di Francesco Guccini, scritta e cantata nel dialetto della sua infanzia. Mi piace il senso della memoria e la musica insieme dolce e piena di nostalgia.

Péter: “Danze popolari rumene”.
Béla Bartòk è capace, con gli strumenti della musica classica, di presentarvi un pezzo della cruda musica popolare rumena e ungherese. Così facendo del Natale un’esperienza vivace, simile alla sera nella quale i pastori vanno a vedere Gesù, Maria e Giuseppe.

Daniel N.: “Barn Jesus i en krybbe lå” (Bambin Gesù giaceva in una mangiatoia).
È un canto tradizionale danese che mi piace molto. Il testo è di Hans Christian Andersen e la musica di Niels W. Gade, che l’ha composto nel 1859.

Guglielmo: “Angelus ad pastores ait” (L’angelo disse ai pastori).
È un canto originale: che risale all’origine. L’esecuzione ad otto voci, in armonia tra loro, mi rimanda alle nostre diversità, unite in un solo canto, davanti alla tenerezza di un bimbo indifeso, che nasce per amore.

Dániel T.: “Boldogságos Szűz” (Beata Vergine).
In questo brano si incontrano due mondi diversi, due tradizioni diverse: Una ninna-nanna folkloristica ungherese per Gesù bambino e un canto del XIII secolo su un miracolo di Maria.
Mi piacciono gli incontri di questo tipo, dove la diversità non ci separa, ma ci arricchisce. Per me il Natale significa qualcosa di simile: contemplare l’incarnazione di Dio e donarmi agli altri come sono.

Gellért: “Betlehem kis falucskában” (Nel piccolo villaggio di Betlemme). Due voci bastano per il grande annuncio: “il Dio-Figlio si è fatto uomo”. Un canto tradizionale ungherese, presentato da due musicisti del mio paese.

Attraverso questa playlist potete sentirvi un po’ più uniti a noi. Auguriamo a tutti un buon Natale.

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