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Triplice ma unica esperienza

25 Mag 2017

Quest’anno, per l’esperienza di Quaresima i Novizi del II anno sono stati inviati nei tre territori della provincia “Euro-Mediterranea” (costituita da Italia, Albania e Malta). Abbiamo chiesto ad alcuni di loro di raccontarci le loro esperienze.

Dall’Albania

Nel film “Benvenuti al Sud”, quando il protagonista deve partire per Napoli si prepara indossando un giubbotto antiproiettile e altre precauzioni. Quando ho saputo che avrei passato quaranta giorni a Scutari, nel nord dell’Albania, la mia reazione da buon settentrionale è stata quasi identica. Quando i miei genitori hanno cercato su internet dove si trova Scutari, la prima reazione è stata il negazionismo: «Ma no, avrà sbagliato a scrivere!».

Eppure, come il protagonista del film anche io ho avuto presto da ricredermi: io e Mirko, il mio compagno in questa avventura, ci siamo trovati catapultati nel collegio di Scutari, frequentato da adolescenti della città e dei dintorni, che hanno fatto del loro meglio per accoglierci. Con loro abbiamo condiviso tante attività: i ritiri spirituali, gli incontri del MEG (che in Albania si chiama LER), le gite, ma anche, più semplicemente, alcune chiacchiere durante l’intervallo. C’era una curiosità reciproca: gli studenti volevano sapere delle nostre vite, dei luoghi da cui venivamo, di ciò che facevamo; mentre anche noi eravamo interessati a imparare qualche parola di albanese, gli usi e i costumi di un popolo vicino ma molto diverso. Una grande opportunità è stata anche visitare alcune famiglie, villaggi di montagna, località turistiche e la capitale, Tirana: tante possibilità di incontri per vedere le sfumature di una realtà molto complessa come quella albanese.

Il 17 aprile, all’aeroporto di Tirana, mentre attendevamo che iniziassero al gate 7 l’imbarco per Genova, la pioggia battente e il vento sferzante rispecchiavano il clima interiore: una parte di me voleva restare lì. In noviziato, le esperienze che ho vissuto in questa quaresima continuano a risuonare nella mente e nel cuore, ricordando le persone incontrate e suscitando tanti desideri per il mio futuro da gesuita.

Dall’Italia

Per il secondo anno successivo, Torino è stato il punto d’incontro delle due province di Italia e Malta, cioè per il secondo anno successivo, un maltese è stato mandato all’Istituto Sociale per l’esperimento di Quaresima.

“Non c’è bisogno di fare tante cose con i giovani, basta solo stare con loro cosi come sei, e ascoltarli e accoglierli così come sono”. Era proprio questa la mia esperienza quotidiana con i ragazzi del liceo: incontrarli nelle “Ore Formative”, dove mi presentavo e raccontavo qualcosa della mia storia e del mio cammino in noviziato, e poi accompagnarli nelle varie uscite e ritiri organizzati. È stato bello mettere in gioco tutto ciò che avevo imparato a Genova nell’organizzare gli “spazi di riflessione” dove ogni classe del liceo aveva l’opportunità di vivere un tempo di silenzio e riflessione. Mi sono anche divertito con i bambini delle medie e della scuola primaria, perché spesso le mie presentazioni in classe erano dei giochi divertenti; così è stato bellissimo giocare con loro durante le pause o salutarli quando finiva la scuola!

Oltre la scuola, due esperienze molto forti che porterò nel cuore sono stati gli appuntamenti del “Kairos” (un ritiro di 4 giorni per i ragazzi del 4° anno del liceo di Torino e di Milano) e dell’“Effatà” (3 giorni di drammatizzazioni bibliche). Due volte a settimana, accompagnavo un padre gesuita che segue due gruppi di giovani a Chieri: un gruppo che legge la storia di Pietro nella Bibbia e un altro che tratta le scelte di vita. La possibilità di stare accanto a gesuiti con tanti anni di esperienza era davvero una grazia per imparare da vicino cosa richiede l’apostolato.

Una frase che mi accompagnava era: “Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, voi l’avete fatto a me” (Mt 25,31-46). Credo che Torino sia stata un’esperienza molto ricca, perché ho potuto conoscere tante persone e condividere le gioie e le fatiche che i giovani vivono nel loro quotidiano: gli studi, la famiglia e le relazioni. Essendo anch’io giovane, questo è stato fondamentale, perché mi ha dato l’opportunità di condividere le stesse esperienze umane che anch’io sperimento, vivo e cerco di approfondire attraverso il mio cammino.

Da Malta

Durante la Quaresima sono stato mandato a Malta, insieme a Ivan. Lì abbiamo alloggiato nella comunità del collegio che porta il nome di San Luigi Gonzaga. Il nostro incarico era di aiutare il cappellano della Scuola Elementare con le attività di Quaresima per i bambini dai 4 ai 10 anni. Così abbiamo fatto catechismo con gli allievi che si stavano preparando per la Prima Comunione, abbiamo tenuto “Esercizi di Quaresima” – delle attività in cui abbiamo presentato un tema riguardo la Quaresima e la fede in generale – con alcune classi, Ivan ha presentato anche un Workshop per alcuni insegnanti, con il tema “L’immaginazione e sentimenti nella preghiera” e altre cose tra cui la partecipazione ad alcuni giorni di ritiro per gli allievi del collegio, dove abbiamo avuto la possibilità di condividere qualcosa della nostra esperienza del noviziato.

Per me era la prima volta che lavoravo in un collegio della Compagnia. Oltre a questa sfida, ce n’era un’altra: quella della lingua inglese, dato che non la parlo bene. E alla lingua è stata aggiunta la cultura e il sistema di insegnamento inglese. Pian piano mi sono buttato in questa nuova esperienza, la quale, anche se difficile, mi è servita a conoscere meglio me stesso e la Compagnia di Gesù.

Un aspetto molto importante della mia esperienza è stato quello della diversità nella nostra comunità: eravamo in 11, da 5 paesi e 3 continenti diversi. È stato bello condividere delle esperienze con uno scolastico della Tanzania, con un gesuita della Malesia che, dopo 15 anni di Compagnia, stava facendo ancora esperienze come noi novizi; lo stesso vale per i padri maltesi che hanno condiviso con noi questo tempo e delle loro ricchissime esperienze. Questa è una ricchezza che caratterizza la Compagnia e che ha arricchito anche me.

 

(Josef, Andrea ed Eduard)

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