GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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Noviziato Sliding Doors

di Emanuele Paravano

Uscire dal noviziato è sempre un esperimento; come sarà il mondo là fuori, oltre il cancello? Il perimetro che delimita fisicamente la casa e il giardino, diventa anche l’estensione della nostra libertà. Entrare in noviziato apre i nostri paesaggi interiori a nuovi orizzonti. Il quotidiano entrare e uscire dalla casa di formazione crea, di conseguenza, un movimento interno.

Abitare la società, percependo tutte le sfumature dello scorrere della vita, è la sfida del gesuita, cioè diventare sempre più contemplativo nell’azione. Per muovere i primi passi verso questa direzione, la sfida del noviziato è ripercorrere nella propria intimità quel battito vitale percepito da ogni attività proposta, registrandone gli alti e bassi vissuti per dare un nome a emozioni e sentimenti derivanti.

È liberante scegliere un perimetro dove si possa definire la qualità del nostro vissuto. Esercitandoci in questo, giorno dopo giorno, il nostro corpo diviene perimetro che delimita l’uomo interiore e allora le nostre vedute si aprono a nuovi scorci che richiamano ulteriori spazi da eslporare.

Il noviziato è un luogo fisico in cui “gustare” quello che accade fuori e dentro di noi. Da questo “gusto” interiore nasce il desiderio di incontrare l’altro. In questa dinamica, ogni “altro”, rimanda all’“Altro”, ognuno è presenza di una ulteriorità che ci accompagna nel cammino: oggi accarezzando il nostro spazio con il consenso, domani infrangendolo con la contraddizione. Ma l’altro da me sarà sempre segno di una presenza trascendente, a simboleggiare il desiderio di Dio di esserci accanto, di non lasciarci soli.

Varcare una soglia richiede sempre una riflessione sulle mie motivazioni; perché entro od esco? Discernere questi movimenti porta ad una libertà maggiore e ci aiuta a non agire a caso, schiavi dell’emozione del momento. Così si coltiva il desiderio di percepire ciò che attraversa i nostri confini senza giudizio per poi scegliere, ascoltando i valori che pian piano sono sedimentati in noi.

Per questo il cancello del noviziato, così come le tante scelte apparentemente insignificanti che facciamo lungo la giornata, diventano luoghi di grande spiritualità. La consapevolezza di questi semplici movimenti, ci aiuta a scendere nella profondità del quotidiano.

Entrare nel mondo dell’apostolato è varcare una soglia, incontrare persone con domande così essenziali che disarmano. Come specchio di un mondo che, riflette te e si riflette in te, ogni domanda esistenziale dell’“altro” interroga i tuoi personali “perché?”.

Partecipare alla messa domenicale nelle varie parrocchie è entrare in contatto con il “credo” di chi ci sta attorno. Ogni comunità ha un suo modo di disporsi attorno alla mensa, questa diversità può sconcertare o essere accolta come parte di un mistero più grande che vive accanto al tuo orizzonte conosciuto.

Il giovedì di villa è una giornata fuori dal noviziato. Mare, montagna o città sono le mete che i vari gruppi di novizi raggiungono. Ognuno porta con sé un ritmo interiore che dialoga con gli altri novizi e con il luogo scelto. Attrito e fluidità, luoghi aspri e pianure dolci, affanno e riposo compongono un vero paesaggio. L’armonia del luogo viene data dalla coesistenza delle differenze che danno contrasto e chiaroscuro a quella che altrimenti sarebbe una landa desolata.

La porta diventa scorrevole quando sa rispondere a chi bussa da fuori; quando sa aprirsi perché non può più contenere; quando si fida di rimanere semplicemente socchiusa…

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