GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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Stefano Guadagnino

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Stefano Guadagnino

UN DESIDERIO DI PIENEZZA

La ricerca costante del “Suo Volto” e la percezione di una possibile chiamata

La risposta ad un invito, pronunciato dal Signore e articolato con gradualità nell’arco della mia vita.
Sono nato a Monza nel 1993, secondogenito di una famiglia composta da quattro persone. La mia infanzia e adolescenza trascorrono con serenità, nutrite dalle passioni di sempre come lo sport e la musica (gioco a calcio e suono la chitarra), e dagli interessi che man mano acquistano sempre maggior risalto, come quello per la lettura.

Cresco inserito in ambienti non particolarmente devoti: abbandono l’oratorio negli anni delle scuole medie e nessuno dei miei amici appare interessato alla vita di fede. Ciò che assicura un legame con l’annuncio cristiano è però garantito dall’impegno di mia mamma che, con genuinità, prova a trasmetterci la luminosità della sua fede. Decido così di non abbandonare completamente la frequentazione ai Sacramenti, partecipando comunque alla messa domenicale. Un impegno settimanale non è poi così gravoso, e la figura di Cristo rimane in ogni caso affascinante. Partecipo però in maniera anonima, non in parrocchia ma presso i francescani.

Per tutto l’arco delle scuole superiori, il desiderio di consacrare la mia vita al Signore non mi ha mai neppure sfiorato. Eppure, quello che sperimento è l’incrementarsi di una sorta di serena inquietudine. Sto bene, ma mi manca quello che desidero veramente. Nulla, né a livello esperienziale né prettamente relazionale, sembra essere in grado di appagare le mie attese più profonde.

Una visita a Medjugorje incrementa notevolmente il mio desiderio di profondità interiore e di preghiera; mi sento come guidato, attirato da una pace che sola sembra potermi offrire la pienezza che cerco. Verso la fine del liceo il mio percorso di fede diviene così più consistente, anche se completamente privato. L’aver camminato da solo e non aver goduto della possibilità di condivisione con altri giovani mi ha certamente privato della fecondità del confronto, ma ha anche nutrito la verticalità nella relazione col Signore: “è il Tuo Volto che cerco, nient’altro”.

Terminata la scuola non ho la minima idea di chi voglio essere da grande; decido così di rischiare seguendo il cuore iscrivendomi alla facoltà di filosofia alla Cattolica di Milano.

Nei primi anni di università qualcosa inizia a germogliare; un pensiero, sempre meno discreto si affaccia alla mia mente : “forse quella pienezza che cerco la posso trovare solo consacrando la mia vita interamente al Signore”. Rifuggo il pensiero, bollandolo come autosuggestione o semplice vaneggiamento, finché col passare dei mesi, sono costretto ad arrendermi. Decido così di intraprendere un semplice percorso di discernimento vocazionale con un sacerdote, affinché mi aiuti a fare chiarezza sui miei desideri. Ma chi contattare? Studiando mi ero imbattuto in un ordine religioso interessante: la Compagnia di Gesù. I suoi membri mi apparivano moderni e antichi allo stesso tempo, capaci di dialogare con la cultura, conservando però sempre profondità nella relazione con il Signore. Inizio così il cammino di discernimento a S. Fedele con p. Dan, e dopo qualche mese mi viene proposta una settimana di esercizi spirituali a Bologna. E’ la svolta della mia vita. Quel Dio che con delicatezza e discrezione non aveva mai smesso di guidarmi, mostra finalmente il Suo Volto. Gioia straripante. Non c’è nient’altro al mondo che possa desiderare se non l’abbandonarmi totalmente a Lui. Gli anni dell’università si avviano così alla conclusione, come pure il percorso di discernimento, che ora proseguo a Villapizzone con p. Lavelli.

L’ingresso in noviziato appare ormai una prospettiva concreta ma all’improvviso sperimento il buio. Angoscia e terrore invadono il mio intimo. E’ la paura del salto, la paura di fidarsi totalmente di chi non ha mai smesso di amarmi. Sono stati mesi terribili in cui però il Signore non ha mai smesso di supportarmi con doni e attenzioni. Nonostante tutto lo considero ora un tempo prezioso, che mi aiuta a ricordarmi che l’unica cosa che voglio è rimanere sotto il Suo sguardo. Sempre.

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