GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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Marco Maio

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È tempo di andare fino in fondo…
Il Noviziato? La scelta nella scelta

Ritrovarsi a 42 anni, in noviziato, in una città distante dagli ambienti nei quali sei cresciuto come persona e cristiano, non è per niente facile, richiede molto coraggio, avendo già sperimentato diversi “naufragi” nella propria vita. Ho lasciato circa sei mesi fa il mio quotidiano, fatto di studi, norme e volti, per dare al passato la possibilità di diventare futuro, rispondendo ad un desiderio latente che non ha mai smesso di interpellare e muovere il mio presente.

Avevo poco più di 15 anni, quando ho avvertito il desiderio di crescere dentro un orizzonte di amore che non avesse “limiti”, perché nulla trattiene per sé. Allora frequentavo la II classe del Liceo Scientifico Statale “Archimede” di Acireale (CT) e coltivavo il sogno che fu di Falcone e Borsellino: una terra libera dalla mafia. Mi sono ritrovato così proiettato in due dimensioni: la prima che nutrivo saltuariamente partecipando, come un Nicodemo, agli incontri nella comunità vocazionale diocesana e sostenendo, in Parrocchia, i processi di crescita dei bambini, dei ragazzi e dei giovanissimi dell’Azione Cattolica; la seconda iscrivendomi a Giurisprudenza, al termine del Liceo.

Alla fine degli studi universitari entrai nel Seminario diocesano di Acireale perché il desiderio di mettermi alla sequela di Gesù potesse avere uno spazio e un tempo propri. Tuttavia Dio continuava a importunarmi nella preghiera, mostrandomi orizzonti nuovi per vivere il mio desiderio di appartenergli attraverso la pratica dei Consigli evangelici. Nel Febbraio del 2016 inizio il processo di discernimento per entrare nella Compagnia di Gesù con i gesuiti di Catania, che avevo già conosciuto in precedenza, avendomi alcuni di loro accompagnato spiritualmente quando il mio cammino verso Dio si era fatto incerto e dubbioso.

Conclusosi positivamente il processo di discernimento, oggi mi ritrovo qui a Genova, fra paure, tentazioni e insidie, sempre pronto a salire sulla scialuppa di salvataggio. Ho abbandonato la mia isola e le sue seducenti comodità, legate al mondo forense e accademico, per dare spazio a quella “promessa” fattami da Dio, quando, poco più che adolescente, mi affacciavo alla vita. Oggi con più fiducia lascio che mi guidi per fare della mia povertà la sua grandezza. Solo così è possibile vivere da protagonisti e non da turisti il nostro essere nel mondo. Non importa il tempo e l’età, perché come scriveva Proust “il tempo del viaggiare non è mai un tempo perduto ma ritrovato”. Inoltre per chi è innamorato non c’è tempo e durata, perché tutto appartiene a quell’instante, a quello sguardo, che ha segnato e mutato improvvisamente il corso ordinario della sua esistenza.

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