GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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Giovanni Barbone

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Giovanni Barbone

Senza fissa dimora

Viaggio, ricerca, risposta

Sono nato e cresciuto a Trieste, ventotto anni fa in quella piccola striscia di terra nell’alto dell’Adriatico, completamente circondata dalla Slovenia.

A questa città sono molto legato non solo perché, banalmente, rappresenta quel luogo dell’anima che potrei definire casa, e nemmeno per la bellezza oggettiva della città dovuta sia alla sua posizione geografica sia ai suoi edifici e alle sue piazze, ma soprattutto, citando Umberto Saba, per la “sua scontrosa grazia”. Una città caratterizzata da enormi contrasti. Si trova sul mare, ma è arroccata sulle sue colline circostanti; è un grande porto marittimo, ma i suoi cittadini hanno molta difficoltà ad abbandonarla; è intessuta di differenti culture, lingue e religioni, eppure è molto orgogliosa della sua storia fino a risultare burbera per chi giunge da fuori a visitarla.

Tutto ciò mi ha condizionato moltissimo nella mia educazione, nel mio modo di essere curioso, desideroso di viaggiare per incontrare altri popoli di culture completamente differenti, ma anche nella mia insicurezza a levare l’ancora per affrontare le nuove sfide. A Trieste ho vissuto per buona parte della mia vita con miei genitori e i miei due fratelli più grandi Matteo e Lorenzo. Per buona parte, appunto, perché la mia famiglia è sempre stata abituata a muoversi molto, fatto che ha alimentato anche in me il desiderio di partire un giorno per qualche posto esotico.

La mia giovinezza l’ho passata principalmente tra campi di basket e di atletica, strimpellando ogni tanto la chitarra, guardando mia madre cucinare e provandola a imitare, leggendo qualche grande classico della letteratura che trovavo nella biblioteca di casa e impegnandomi nel Movimento Eucaristico Giovanile (MEG), movimento giovanile dei gesuiti, presente all’interno della mia parrocchia.

Pur essendo il tipico studente che a scuola “potrebbe fare di più”, in questi ventotto anni l’attività che mi ha occupato maggiormente è stata lo studio! Dopo essermi laureato alla triennale a Trieste e aver viaggiato un po’ per il mondo a fare esperienze sia di volontariato che lavorative, mi sono trasferito a Torino per approfondire gli studi in Ingegneria Energetica e Nucleare, attratto dalla ricerca sulle energie rinnovabili.

Spinto anche da questo interesse per la ricerca, decido di completare la tesi magistrale a Parigi all’interno di un laboratorio sperimentale di Fisica. Questo è un capitolo della vita cui sono particolarmente affezionato per molteplici motivazioni. Eppure proprio quando pensavo di fermarmi nella capitale francese accettando la proposta di dottorato, mi sono sentito smarrito. Mi sembrava di vivere in maniera egoistica, pesando solo al mio interesse personale, dimenticandomi del mondo esterno e delle difficoltà delle persone che avevo incontrato nei miei viaggi.

Così una mattina, andando al laboratorio, sulla metro 1, tra le stazioni di Tuileries e di Palais Royal, leggendo il messaggio del Papa ai giovani durante il giubileo del 2000 (unico libro che mi ha mai regalato mia nonna in tutta la mia vita!), mi sono scontrato con la nota domanda di Gesù: “Chi cercate?”. Per un istante ho avuto l’impressione di aver capito che cosa desideravo davvero per la mia vita.

Tornato a casa, carico di entusiasmo, ne parlo con il gesuita che mi seguiva a Trieste in quel periodo che però mi gela con un perentorio: “Prima trovati un lavoro e poi ne riparliamo!”.
Seguendo il suo consiglio, ho la fortuna di incontrare un gruppo di colleghi fantastici e di potermi immergere in mezzo ai problemi concreti delle persone nel loro quotidiano. Proprio però seguendo questo desiderio di ascolto degli altri, oggi, mi trovo qui in noviziato con il desiderio di donare la mia vita al Signore.

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