GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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Daniel Tímár

La vocazione? Un processo lungo, come la produzione della birra…

Se io fossi una birra oggi sarei un mix di ingredienti diversi: una disponibilità al servizio, una certa dose di umiltà, giocosità, capacità di ascolto, creatività, ricchezza della diversità culturale, timidezza e un po’ di pigrizia. Aggiungerei un po’ di musica, il desiderio di essere alla presenza di Dio, il silenzio, l’amore per la natura, le colline e le foreste di Göcsej in Ungheria, il mar Baltico, il fiume Vistola e il piacere di vivere in una grande comunità e una grande famiglia.

Ma dal 2007 fino a settembre 2019 la miscela è stata decisamente diversa. Sono stato insegnante di religione, assistente sociale, responsabile delle risorse umane. Ho incontrato la spiritualità ignaziana nel 2014, quando frequentavo un gruppo di preghiera nel centro culturale dei gesuiti ungheresi. Ma come la produzione di birra anche il mio cammino è stato un lungo processo. Nel 2016 ero appena ritornato dall’ Estonia, dove avevo lavorato per due anni, e per conoscere nuove persone avevo deciso di festeggiare il capodanno con i giovani nella parrocchia dei gesuiti a Budapest. Durante la notte, uno degli primi momenti del nuovo anno, parlando con una ragazza ho visto tutta la mia vita passare come un film e avvertito una sensazione chiara: tutte le cose fino a quel momento erano accadute perchè diventassi un gesuita. Una percezione però accompagnata da tante domande. Ho avuto in particolare un grande desiderio di vivere in una famiglia. Nei mesi successivi ho pregato e lavorato molto su questa sensazione. Dopo un ritiro vocazionale ho ritrovato una certa tranquillità e continuato con più profondità preghiera e ricerca. In estate stavo pensando di iniziare un anno di discernimento con i gesuiti. Era settembre 2017. Ero contento perché desideravo fortemente vivere in comunità con altre persone condividendo il cammino. Ma al termine durante un momento di preghiera ho sentito un’altra voce: “non vorrei che tu portassi un peso che non puoi portare”. Così ho deciso di non iniziare. Era l’anno del no, per tante iniziative e progetti in ballo.

Era fondamentale l’incontro con il gruppo INIGO che lavora per e con i giovani. Molte volte con loro sono andato ad aiutare nelle scuole per I ritiri. Nel maggio 2018 sono stato invitato ad unirmi al gruppo come assistente pastorale. Un grande dono perché ho potuto vedere e vivere un po’ la vita dei gesuiti. Quell’estate con le suore del Sacro Cuore ho preso parte al pellegrinaggio e al festival del MAGIS in Francia per 10 giorni, incontrando tante suore giovani e un ragazzo francese che si stava preparando per il noviziato dei gesuiti. Mi sono sentito in grande sintonia con loro, al posto giusto. Ritornando in Ungheria ne ho parlato con la mia guida spirituale e alla fine dopo molte preghiere e ascoltando un’ omelia nel giorno dell’Assunzione di Maria ho deciso di cominciare l’anno di discernimento, l’anno Montserrat: 10 mesi accanto ad una comunità di gesuiti sperimentando la loro generosità e quella di Dio. Dopo due ritiri ed un forte combattimento interiore, con l’aiuto di Maria è arrivato il tempo della grazia dove affidarmi e lasciarmi guidare da Dio. Quel giovedì santo ho deciso di chiedere la mia affiliazione alla Compagnia del Gesù.

Ora in noviziato sto preparando una nuova bottiglia di birra da un gusto prevalente: quello del lasciarsi guidare da Gesù e fargli spazio.

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