GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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Daniel Nørgaard

Era lì nella mia debolezza

Sono nato nel 1980 in Danimarca e cresciuto in una famiglia frammentata. Ho sofferto per la lontananza di mio padre che ha lasciato in me una forte insicurezza, generando il bisogno di continue conferme. Già a 4-5 anni, ricordo, mi attraeva l’idea di divenire sacerdote. Vedevo una vita spesa per Dio e per gli altri come una via bella. D’altra parte non mi consideravo abbastanza santo per una tale vocazione. Ho ipotizzato altro, ma dall’età di 14 anni la mia fede è diventata sempre più personale e viva ed è cresciuto il desiderio di donarmi al Signore. Da bambino e giovane ho vissuto con entusiasmo e forte coinvolgimento le attività della parrocchia e della diocesi. La paura di parlare in pubblico e la difficoltà di esprimere pensieri chiari mi hanno fatto spesso dubitare della mia idoneità ad essere sacerdote. Dopo la maturità, al liceo dei gesuiti di Copenaghen, sono partito per Roma per imparare l’italiano e per discernere se diventare prete. Nel 2000 sono entrato al Seminario Romano come seminarista della diocesi di Copenaghen. Ho studiato dai gesuiti alla Gregoriana, e per più anni ho avuto come direttore spirituale un gesuita. Sono stato ordinato sacerdote a Copenaghen nel 2007 dove l’1 % della popolazione è cattolica.

Dopo i primi tre anni di ministero sono entrato in crisi profonda, perché il mio modo di spendermi per gli altri non lasciava più niente a me. Ho sofferto di stress ed ho pensato di lasciare questo cammino per una famiglia. Ho optato per un anno sabbatico per ritrovare la strada giusta e con l’aiuto di altri ho scoperto un rinnovato desiderio di essere prete. Dovevo ancora imparare a vivere il ministero e le mie relazioni in modo migliore, e una parte di me è rimasto inquieto e in cerca del posto giusto. Ma trovavo grande gusto nel vedere quello che il mio ministero sacerdotale poteva dare agli altri.

Ho svolto diversi servizi con responsabilità sempre più grandi, sperimentato con entusiasmo ritiri e offerto direzione spirituale, imparato modi per rendere più visibile la chiesa cattolica in una società molto secolarizzata. Il contatto con cristiani di altre chiese mi ha spesso edificato ed ho visto come cristiani non-cattolici possano aver sete di quanto la chiesa cattolica offre. In Danimarca la Compagnia di Gesù è stata rafforzata da giovani gesuiti polacchi. Dopo anni di incontri con loro ho capito, che quello che desidero fare per la chiesa in Danimarca, posso farlo meglio come membro della Compagnia di Gesù.

In tutta la mia vita rivedo la mano di Dio che mi ha sostenuto ed ha reso fecondo il mio ministero nella mia debolezza. E’ proprio bello e liberante scoprire che la mia opera non dipende dalle mie forze, ma è un Suo dono ed in questa consapevolezza spero di crescere. Accetto con più facilità di essere in cammino e vedo il mio ingresso nella Compagnia di Gesù come una sua tappa naturale. E quando leggo  “Che cosa vuol dire essere gesuita? Vuol dire riconoscersi peccatore, ma chiamato da Dio a essere compagno di Gesù Cristo, come lo fu Ignazio” (Decreto 2 della 32a Congregazione Generale), mi sento proprio a posto.

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