GESUITI noviziato
Noviziato della Provincia Euro-Mediterranea della Compagnia di Gesù
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Alessandro Cocozza

La ricerca di un “di più”

Ero fermamente convinto di avere e volere una vita normale. La grande avventura dello scoutismo, le mie domande sulla realtà mi hanno portato a cercare qualcosa di più. Così ho intrapreso il cammino per una vita più profonda nella Compagnia di Gesù. Il “di più” di Dio.

 

Mi sono spinto molto più in là di quando sono entrato nella penombra della Cappella Universitaria della Sapienza. Sono stupito di come misteriosamente il Signore mi abbia portato in Noviziato. Mi chiamo Alessandro, vengo da Roma, ho 22 anni e sono un novizio gesuita. Sono cresciuto in una famiglia cristiana, ma senza un forte senso di fede. Ho vissuto un’infanzia tranquilla con mio fratello più piccolo e i miei genitori. Da piccolo ero molto affascinato dalla lettura, mi immergevo nei romanzi e nella mia immaginazione. Forse per questo poi ho sviluppato molto un lato riflessivo del mio carattere. Il karate e lo scoutismo sono state fra le esperienze più forti e durature della mia vita. Il karate mi ha insegnato ad usare il mio corpo.

Il mondo degli Scout d’Europa è un ambiente in cui sono entrato da bambino, che mi ha portato molto lontano. Sono cresciuto così, fra lo studio e l’impegno a scuola, gli allenamenti di karate e il cammino scout e tante belle amicizie. Così ho incontrato la fede. Nel gioco da bambino, nella riflessione più profonda da adolescente. Non sempre con risposte soddisfacenti. Come molti altri ho vissuto nell’adolescenza momenti di dubbi interiori e di avversione nei confronti di questa strana e lontana istituzione che era la Chiesa. Ma lo scoutismo è stato molto di più: La ricerca di gioie semplici, l’essenzialità nel vivere, le attività nella natura, la possibilità del confronto con altri. In uno di questi incontri organizzati col mio Clan siamo finiti alla Cappella Universitaria della Sapienza. Era il mio primo anno di università, avevo scelto filosofia in linea con quella mia tendenza a pensare e riflettere criticamente. A quei tempi avevo una vita “comune”: studiavo, preso da tante attività, in una bella relazione con una ragazza. Giusto in quell’anno di cambiamenti mi si presentò un’occasione interessante, molto più coinvolgente di quel che mi aspettassi. Mi si presentò o Qualcuno la preparò per me. Ho partecipato ad un corso di esercizi spirituali nella vita ordinaria. Era la prima volta che avevo a che fare con dei gesuiti. Da allora ho continuato a seguire il profondo solco tracciato in me da quell’esperienza. È stato un anno immerso nella preghiera, la scoperta della spiritualità ignaziana. Fresca ma profonda, in grado di arricchire la vita. È stato il momento di incontro con una Persona che si chiamava Gesù e con la sua vita. Ma non pensavo che fosse stato altro che una bella esperienza. Eppure c’era qualcosa di più. Si muoveva in me un desiderio, molto sottile, confuso e a tratti spaventoso di fare anche io quella vita. Il perché si è andato chiarendo e si chiarisce tuttora. La vita del gesuita, era il modo di seguire un “meglio” che mi faceva stare bene e mi permetteva di condividere questa felicità con altri. Ricordo la tranquillità del gesuita a cui descrissi di questa sensazione. Mentre io ero terrorizzato lui disse solo: “Bene Alessandro, c’è da iniziare un percorso.” Così sono passati due anni: il primo un lungo anno di discernimento attraverso il corso “la bussola”, un anno non facile ne scontato. Ma al termine di quell’anno accettai di rispondere ad un desiderio che metteva in dubbio tutta la mia vita. Il secondo anno fu un anno di attesa e sperimentazione di questo desiderio nella quotidianità. Lasciai lo scoutismo con la Partenza, grato per quel che avevo ricevuto, sentendomi un po’ come chi cerca la propria terra, un po’ come Abramo. Anche quell’anno fu un anno di scoperte personali e di colloqui per portarmi fino alla risposta positiva del provinciale e la mia gioia nel riceverla. Molti condivisero con me questa gioia ma non tutti. Ho lasciato molti amici perplessi per una scelta così grande, così strana. Così sono entrato in Noviziato fra mille sogni e ricordi del passato, qualche incertezza sul futuro. Quel Gesù che mi aveva affascinato fino a decidere di provare a seguirlo ha continuato a stupirmi. Da quando sono in Noviziato sto imparando a scoprire quante cose non siano utili alla mia relazione col Signore. Quanto più libera possa essere la mia vita con Lui. Un cammino tutto da scoprire.

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