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Alessio Rizzo

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Alessio Rizzo

Passo davanti alla chiesa dei Frati e leggo sulla bacheca “Cercasi Animatori”. La cosa mi incuriosisce, ho diciassette anni, ho voglia di mettermi in gioco e di incontrare persone nuove.  Decido di andare alla presentazione, non conosco nessuno ma vengo attratto dallo stile semplice e coinvolgente dei frati, così mi butto e prendo parte alle attività. Piccolo inconveniente…tutto si svolgerà a Lonigo, a 20 km da casa mia. Mamma non si fa problemi, questa bizzarra richiesta le piace e mi accompagna volentieri.

Essere un animatore per ragazzi delle medie mi piace, conosco centinaia di ragazzi ogni anno, gli altri animatori da amici pian piano diventano fratelli e i frati mi accompagnano pian piano a ricercare il Signore e a pregarlo, imparando a riconoscerlo nelle persone che sto servendo. Passa qualche anno ed è già ora di andare all’università. Cerco di tenere insieme diverse esigenze: un titolo per trovare un lavoro stabile, la mia passione per la scienza e la possibilità di aiutare il prossimo. Così mi iscrivo all’università di Padova per diventare un tecnico di radiologia medica. Inizia la mia carriera universitaria e per tre anni faccio la spola tra Chiampo e Padova, con qualche frequente sosta a Lonigo. Tutto procede secondo programma e arriva il momento della laurea nel 2010. Per due anni percorro il mio iter di giovane in cerca di lavoro: colloqui, concorsi, volontariato, lavoro part-time come magazziniere e poi come portalettere…Alla fine inizio a perdere un pò l’orientamento…i sogni si allontanano sempre più e con essi anche la speranza di quella stabilità che andavo cercando. Inizio ad allontanarmi dalle attività dai frati, divento irrequieto e comincio a progettare di andare all’estero. Le energie e la motivazione non mi mancano e forse – penso –  l’Inghilterra può dare quello che l’Italia ha saputo solo promettere.

Il frate che mi accompagna vede che navigo in acque tempestose e mi fa una proposta strana: “Perchè non fai gli Esercizi Spirituali? potrebbero aiutarti a prendere una buona decisione”. Non ho aspettative a riguardo, non so cosa siano, ma le nuove esperienze mi attraggono e decido di ascoltarlo.

In quell’esperienza succede qualcosa di importante. Non tanto per la mia situazione contingente, quanto per la mia relazione con Dio. Incontrandolo lì, tutte le mie perplessità esistenziali si sono calmate. Ha risposto con quello di cui avevo veramente bisogno in quel momento. La sua presenza nella mia vita mi infonde sicurezza. Conosco sempre più il metodo ignaziano e lo integro sempre più nella mia preghiera. Ma la realtà esige altre risposte, così all’inizio del 2013 mi organizzo e parto per l’Inghilterra dove avvio la procedura per lavorare come tecnico di radiologia. Devo aspettare diversi mesi per avere l’abilitazione e in quell’attesa trovo lavoro in un ristorante. Posso dire che anche in questa esperienza da emigrante sono stato accompagnato da Lui.

Al termine del periodo d’attesa, inizio a cercare lavoro e dopo poco lo trovo, ma nell’autunno del 2013 a causa della morte del nonno torno a casa. Nei giorni successivi mi viene proposto un lavoro in uno studio radiologico non distante da casa, colgo l’occasione e rimetto pian piano ordine alle cose che ho lasciato in sospeso.

Qualcosa però non è ancora a posto dentro di me, dopo tanto sperare e vagare, sento che devo portare a Lui quello che gli spetta, il mio desiderio di riconciliazione e ringraziamento.

E così avviene l’inaspettato. Nella riconciliazione vengo chiamato a cercare Gesù in un modo più autentico e profondo. In quell’anno, il 2015, mi viene proposto di partecipare alla marcia francescana… Ancora una volta, la novità mi affascina e mi iscrivo cogliendo l’invito come l’ennesima proposta della Provvidenza. In questo viaggio, ho cominciato ad ascoltare seriamente e a porre in discussione la chiamata che ho sempre ignorato e attenuato per ricercare quello che mi sembrava potesse rispondere alle esigenze del momento.

Dopo un periodo di approfondimento vocazionale, a ventinove anni, inizio questa nuova avventura nella Compagnia, lasciando quelle sicurezze per cui ho speso tanto tempo e nelle quali mi sono fatto accompagnare e rincorrere da Lui.

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